Se trapanando

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Strumento indispensabile di ogni patito del bricolage domestico. E ottimo alleato anche per chi si dedica in maniera incostante ai lavoretti in casa. Un trapano difficilmente può mancare nella cassetta degli attrezzi degli italiani. Versatile e utile, questo strumento non serve solo a forare superfici di ogni tipo, ad avvitare e svitare, ma ha anche il merito di velocizzare notevolmente le normali attività del fai-da-te. In commercio esistono decine e decine di modelli. Per orientarsi quindi occorre distinguere i comuni avvitatori (piccoli apparecchi elettrici che servono esclusivamente ad avvitare e svitare) dai più complessi (e costosi) trapani-avvitatori a batteria. Quest’ultimi sono largamente diffusi e offrono un ottimo compromesso fra versatilità d’utilizzo – bucano e avvitano – e potenza perforante.

di volt in volt Per scegliere un trapano senza fili sono molti i fattori da considerare, primi fra tutti il peso e la potenza. Acquistare un attrezzo pesante può non solo affaticare durante l’attività, ma compromettere la maneggevolezza e quindi la resa finale. Al contrario, un prodotto troppo leggero potrebbe peccare in potenza di perforazione rivelandosi inutile di fronte a superfici particolarmente dure. La potenza di perforazione viene espressa in volt: maggiore è la tensione, maggiore la potenza del trapano. In linea di massima occorre trovare un buon compromesso fra leggerezza e potenza senza, però, scendere al di sotto di una certa soglia (12 volt circa per un modello a batteria), pena il rischio di vedere bloccata la punta dell’attrezzo al momento di perforare una superficie troppo resistente.

in carica Nonostante il trapano elettrico a percussione, a fronte ovviamente di una spesa maggiore, offra performance migliori, per gran parte dei lavori domestici di bricolage il senza fili è il compagno ideale del fine settimana. In questo caso, però, occhio alla batteria. Molti modelli ne prevedono due in dotazione: una che rimane innestata nell’attrezzo, l’altra in carica nell’alimentatore, in modo da non interrompere l’attività quando si esaurisce una delle due fonti di alimentazione. I produttori propongono in larga parte batterie agli ioni di litio (Li-on) che presentano diversi vantaggi: buona durata e ricarica abbastanza rapida. Le batterie agli ioni di litio hanno il merito di garantire una potenza costante anche quando sono prossime all’esaurimento. La loro “vita”, poi, è più lunga di quella delle pile Nichel-cadmio (che, tra l’altro, si scaricano anche senza essere usate). È bene controllare la capacità di autonomia, espressa dal rapporto ampère/ora (Ah): più elevata è la cifra – 1.000 Ah ad esempio – maggiore sarà la durata. L’altro aspetto da considerare è il tempo di ricarica. In alcuni casi (ben reclamizzati e dunque facilmente desumibili con uno sguardo attento alla confezione) si arriva a velocità record (anche a soli 16 minuti per un ciclo di carica), mentre per i modelli più lenti si deve attendere anche più di 90 minuti per utilizzare la batteria.

coppia fissa L’altro elemento da non dimenticare, nella scelta del trapano, è l’anello di regolazione. Consente di selezionare la forza di rotazione della percussione, detta anche “coppia”, e che viene espressa in Newton-metri (Nm).È indispensabile per avvitare in tranquillità senza il rischio di danneggiare la testa della vite o al contrario di bucare il supporto su cui si sta lavorando perché, ad esempio, non si ha la possibilità di agire con una coppia ridotta. Ricordate che il numero di coppie (16-18, 18-20, 20-22 ecc.) non deve essere troppo limitato in modo da garantirvi maggiore flessibilità di utilizzo. Quanto ai piccoli accorgimenti che possono facilitare la vita, è bene controllare che l’apparecchio sia dotato di un potenziometro (una piccola rotella che consente la regolazione continua e costante della velocità): un optional utile per forare il ferro senza bruciare le punte, o per lavorare su superfici in cui è necessario iniziare a bucare molto lentamente.

Anche la funzione percussione, che aggiunge alla rotazione della punta un veloce movimento percussivo, è pratica per forare muri particolarmente duri (ma attenti a escluderla su piastrelle in ceramica e intonaci cedevoli per non provocare danni). Un optional che fa risparmiare un bel po’ di fatica muscolare è, di sicuro, il blocco dell’interruttore. Dopo aver premuto l’interruttore si preme un secondo pulsante che fa sì che il trapano continui a forare, senza bisogno che si eserciti una pressione continua. Alcuni trapani hanno anche l’astina di profondità che consente di forare un materiale calcolando la profondità esatta. Questo dispositivo può essere utile quando c’è bisogno di praticare un foro in un muro o in una superficie qualsiasi senza passare da parte a parte.


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