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Segno di carattere
In un film documentario la straordinaria storia di Lica e Albe Steiner, grafici e militanti. E dalla mano di Albe il logo Coop che lui definì “una cooperazione fra caratteri”.
“Gli uomini passano, ma le cose che fanno restano” disse Albe Steiner alla figlia Anna. E del grafico Steiner di cose intorno a noi ne sono rimaste, nonostante i 35 anni che ci separano dalla sua morte prematura. Sono segni essenziali, ma pieni di contenuto. Come il logo Coop da lui ideato nel ‘62 che ha contribuito a unificare, più di tanti convegni e congressi, gli spacci cooperativi che da allora cominciano a evolversi e a diventare davvero una catena distributiva. Non solo il logo, ma anche l’applicazione del marchio sugli imballaggi coordinati e l’allestimento del primo magazzino a libero o servizio Coop. Quattro lettere unite: “una cooperazione fra caratteri”, la definì Steiner.
Sì, perché dietro ogni segno c’è un ragionamento, una vera e propria cultura. E Steiner è stato soprattutto un grande intellettuale. Uno dei protagonisti che negli anni Cinquanta hanno contribuito a dare un respiro internazionale alla cultura e modernità al design italiano.
la sottile linea rossa Incorniciati da una fitta ragnatela di rughe, occhi chiarissimi che richiamano subito l’antica bellezza: così appare Matilde Maria Covo Steiner, chiamata da tutti Lica, compagna per la vita di Albe, nel documentario Linea Rossa - Insieme per un disegno di cambiamento, omaggio alla memoria di Albe e Lica Steiner.
Sarà presentato a ottobre alla Triennale di Milano e successivamente alla Casa del Cinema di Roma. Il documentario è anche l’ultima testimonianza pubblica di Lica Steiner, scomparsa poco dopo aver visto il “girato” del film, il 23 maggio 2008. Insieme a Lica, le voci e i volti di alcuni personaggi chiave del panorama culturale italiano, tra cui Arnaldo Pomodoro, Francesco Leonetti, Carlo Forcolini, sono montati su un ricco repertorio visivo, grazie alle riprese dei materiali oggi conservati presso l’Archivio Albe e Lica Steneir che Lica e le figlie Anna e Luisa hanno donato nel 2004 al Politecnico di Milano.
Lica Steiner nasce a Milano nel 1914, un anno dopo Albe, in una famiglia cosmopolita e antifascista, dopo il diploma alla scuola secondaria francese di Milano e successivamente a quella superiore d’arte di Bésançon, nel 1938 si sposa con Albe Steiner. L’anno dopo, con il marito apre lo studio di foto-grafica LAS (Lica Albe Steiner) dove lavora fino al 1974, anno della morte di Albe. Con Albe entra giovanissima nel Partito comunista e partecipa alla Resistenza svolgendo attività di stampa clandestina e di staffetta. «Il dolore per la perdita improvvisa di Albe è stato fortissimo – dice Lica nel film documentario –. Mi hanno aiutato le figlie, gli amici carissimi miei e di Albe, e il lavoro. Dovevo finire quello che Albe ed io avevamo cominciato».
con gli occhi di Lica Il film documentario “Linea rossa” nasce dalla volontà dei due registi e produttori, Franco Bocca Gelsi e Enzo Coluccio, di documentare la storia di Albe Steiner attraverso la voce e il volto di Lica Covo Steiner. «A noi il suo volto appare – dichiarano gli autori – come un libro che narra una vicenda personale, quella di un matrimonio artistico e professionale, che è stato metafora del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Abbiamo cercato di ricostruire una parabola di vita unica e al tempo stesso esemplare, densa d’appuntamenti importanti e di frequentazioni illustri, attraversata da una carica etica e morale incrollabile, e un senso della missione e della responsabilità, che fu all’origine di un’estetica inconfondibile e di un apporto originale alla storia dell’arte visuale italiana».
Il documentario passa dunque in rassegna sia la sfera privata che quella pubblica, raccontando senza soluzione di continuità gli aspetti più intimi e quelli più strettamente professionali, tracciando in questo modo una sorta di Linea rossa, appunto, che lega due vite e attraversa la storia italiana dagli anni Trenta fino ai nostri giorni, puntando dritta versa il futuro. Nel lavoro di Albe e Lica Steiner, infatti, si trova l’origine di quella particolare cultura del progetto che è insieme prodotto, design, comunicazione, valore sociale che fa del nostro made in Italy un’esperienza unica al mondo e un punto di forza che anche oggi, in tempi di crisi, contribuisce in maniera significativa alla nostra economia.






