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Senza spessore
Tecnologia, si cambia! Sta per suonare l’ora del grafene, un materiale bidimensionale fatto solo di carbonio.
È successo in tempi antichi per il rame, il bronzo, il ferro. Non è raro che la scienza dei materiali caratterizzi un’intera epoca perché servono per costruire la tecnologia che talvolta può cambiare il destino di un popolo, influenzarne profondamente l’economia e il progresso. La nostra, per esempio, potrebbe definirsi “l’età del silicio”, perché questo materiale ha permesso lo sviluppo di processori e computer, telefoni cellulari e tutto ciò su cui si basa l’intero funzionamento delle società sviluppate.
In questa chiave, non c’è dubbio che quella che si annuncia all’alba del ventunesimo secolo potrebbe chiamarsi “l’era del grafene” che ha fruttato il premio Nobel per la fisica 2010 proprio a coloro che ne hanno esplorato a fondo le potenzialità, il russo Andre Geim e Konstantin Novoselov, entrambi in forze all’Università di Manchester, in Inghilterra. Quando la produzione di questo materiale raggiungerà una scala industriale e le sue applicazioni saranno messe a punto – questione di qualche anno – il silicio sarà spazzato via e inizierà una nuova era tecnologica che investirà dai computer ai televisori, dai telefoni alle batterie fino alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il grafene è un materiale fatto solo di carbonio, l’elemento più abbondante in natura, e ha l’incredibile caratteristica di essere l’unico materiale al mondo bidimensionale. Un foglio di grafene, infatti, ha solo due dimensioni, lunghezza e larghezza, il suo spessore equivale, infatti, a quello di un singolo atomo, quindi davvero infinitesimale. Si presenta con una struttura a nido d’ape ed è uno dei materiali più leggeri, più resistenti e più conduttivi che l’uomo abbia mai inventato. Più forte e resistente del diamante, ma elastico come la gomma. I due scienziati hanno scoperto come “fabbricarlo” nel 2004, quando hanno iniziato a trattare la grafite con uno speciale nastro adesivo, nel tentativo di isolarne un “foglio” spesso quanto un atomo.
Con questo nel 2008 hanno costruito un transistor della dimensione di un nanometro (1 miliardesimo di metro, ndr) , incredibilmente più piccolo di qualsiasi possibile transistor di silicio. Ma, computer a parte, le applicazioni sono potenzialmente infinite, elettronica indossabile, touch screen flessibili, collettori di energia solare ed eolica con efficienza decuplicata rispetto ad oggi, laser ultraveloci e la nuova generazione di dispositivi led. “Il grafene è una miniera d’oro” ha detto Geim. Probabilmente lo è e presto si avrà la sua consacrazione quando nascerà, da qualche parte nel mondo, una “Graphene Valley” . E cambierà, ancora una volta, il nostro quotidiano mondo tecnologico.






