Sesto senso
Dalle meduse biosensori come agenti di pubblica sicurezza.
Gli scienziati del Massachusset Institute of Technology hanno aguzzato il loro proverbiale ingegno e propongono di schierare in difesa della nostra sicurezza nientemeno che una valanga di meduse. Ovvero, non si tratta proprio di meduse intere ma solo parte di esse, le cellule dei tentacoli di una specie di medusa conosciuta per essere capace di emettere una luce fluorescente naturale. I ricercatori hanno preso in prestito dalla medusa queste cellule e le hanno ingegnerizzate geneticamente per trasformarsi in bio-sensori, capaci di reagire al contatto con qualsiasi agente patogeno presente nell’aria.
Il meccanismo è semplice, in teoria: i ricercatori modificano i bio sensori derivati dalle meduse per essere sensibili a uno specifico agente microbico, come l’antrace, la peste, il colera, o qualsiasi altra cosa. Basta che la medusa “annusi” l’aria circostante per accorgersi se c’è qualcosa che non va. Nell’arco di appena due minuti i biosensori sollecitati iniziano ad emettere fotoni e i “tentacoli” corrispondenti all’agente patogeno trovato si illuminano a giorno.
Naturalmente gli agenti antiterrorismo non andranno in giro portandosi a spasso sacchetti di meduse modificate; i super ingegneri hanno già compattato i biosensori su un supporto simile a un dvd, inserito all’interno di una scatoletta cui hanno dato l’aggressivo nome di un felino: Panther. Essendo realizzato a bassissimo costo il congegno potrà essere utilizzato su larga scala, montato su bus e ascensori o all’interno dei condotti dell’aria condizionata, contribuendo a garantire la sicurezza di tutti. Ufficialmente nate per combattere il bioterrorismo, i sensori a base di medusa potranno essere presto adeguati per essere utilizzati nei laboratori diagnostici per le analisi del sangue e altri usi civili.











