Sì signora

Dal teatro alla Tv ai libri, dalla passione per le scarpe a quella per gli animali, dalla spesa “consapevole” all’impegno sociale. Confessioni di un’attrice, moglie e madre modello 2009, sempre di corsa, che dice sempre sì.

lella-costa.jpg

La “sindrome di Gertrude“ è quella che ha portato la monaca di Monza a rispondere di sì a uno che, invece, avrebbe fatto meglio a ignorare. Della stessa sindrome soffre anche Lella Costa «e questo spiega la mia attitudine nei confronti della vita e il mio modo di vedere le cose», afferma l’attrice il cui ultimo sintomo dell’incapacità di dire di no è il libro intitolato appunto “La sindrome di Gertrude” (Rizzoli) nel quale la Costa si racconta con l’originalità di cui è capace, alternando con una narrazione pienamente nelle sue corde i diversi registri: comico e drammatico, impegnato e leggero. Proprio come nei travolgenti monologhi che divertono, ma fanno anche riflettere il suo pubblico.

Nel libro che raccoglie molte storie importanti, lei parla anche di aborto terapeutico, citando due esperienze personali. E poi descrive persone che ha conosciuto, rivela oltre a momenti divertenti, eventi delicati e commoventi. Confessando di avere una grande passione per le scarpe. «Accessori da me molto amati – ne posseggo una piccola collezione – che, ahimè, in questo periodo non posso indossare per un problema a un piede che mi obbliga a portare un tutore e le mie scarpe mi guardano tristemente facendomi ciao ciao con la manina... Detto questo credo sia giusto dichiarare anche le proprie passioni e contraddizioni, anche se in una collezione di scarpe non ci vedo nulla di male, anzi ci ironizzo sopra».

Libri, teatro, Tv, impegni sociali. Lei è una donna decisamente iperattiva. Come riesce a conciliare con la sua iperattività la sua vita di moglie e madre? «Lo racconto anche nel libro, chissà se ci riesco, probabilmente sono sempre un po’ in affanno, non faccio bene fino in fondo niente, però ce la metto tutta. Le mie tre figlie e mio marito per ora non si ribellano. E poi i conti li faremo un po’ più avanti».

Dopo la morte del suo famoso gatto Groucho ci sono ancora animali in casa sua? «Groucho – battezzato così in onore di Groucho Marx – è morto nel 1996 a diciotto anni. Dopo di lui è arrivata una dolce cagnolina morta tre anni fa e adesso c’è n’è un’altra presa al canile: una matta molto simpatica. Ma ci sono anche dei pesci e una tartaruga. La mia casa insomma è un piccolo zoo».

Parliamo di consumi. Lei è una donna dall’acquisto facile? «Da questo punto di vista sono “attiva”, il gioco della moda mi piace molto, anche se da qualche tempo acquisto sempre meno, perché ormai si è creata una sorta di bulimia degli oggetti. Se, però, mi innamoro di un paio di scarpe, di un vestito o di una borsa, ammetto di resistere a fatica».

Come organizza la spesa alimentare per la famiglia? «Non ho il classico negozio sotto casa, ma un meraviglioso supermercato dove mi rifornisco di scatolame. Per la frutta e la verdura mi servo da amici ortolani, mentre carne, formaggi, cibi biologici, prosciutto e pane li trovo al mercato rionale: adoro fare la spesa lì perché è un luogo pieno di colori».

Cosa non manca mai nel suo frigorifero? «Ho un frigorifero sempre ben fornito: c’è il latte perché in famiglia lo bevono tutti, ma ci sono anche il vino, la frutta, il formaggio. Però io seguo una regola drastica: non faccio la spesa di alimenti freschi fino a quando non ho finito tutta la scorta».

Sfrutta ciò che ha e non butta via gli avanzi. «Buttare via giammai. Sono molto brava a riciclare, a preparare ricette con quello che è rimasto e in genere cucino anche cose commestibili».

È vero che fa grande uso di zenzero? «Verissimo. Porto sempre in tournée quello candito che tengo anche in cucina e che è utilissimo per l’abbassamento di voce. Lo zenzero, fra l’altro, è un alimento energetico: consumato insieme a due noci fornisce il fabbisogno energetico e calorico di un pasto completo».

Nei suoi spettacoli usa spesso l’ironia anche quando tratta di argomenti seri. Ma nella quotidianità è ugualmente ironica? «Certo, penso che l’ironia sia il sale della vita. Ho trovato a questo proposito, purtroppo troppo tardi per inserirla nel libro, una definizione dello scrittore francese Romain Gary che dice: “L’ironia è una dichiarazione di dignità ed è l’affermazione della superiorità dell’uomo su quello che gli capita”».

invia un commento:

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
La domanda serve per verificare che tu non sia un software usato per spam. Attenzione: il sistema distingue tra Maiuscole e minuscole (scrivere: Geppetto è diverso da scrivere geppetto)