Solidi e... solidali
Gruppo Unipol, ecco le strategie per il futuro
Per il gruppo UGF, sigla che sta per Unipol Gruppo Finanziario, queste sono settimane importanti. Ci sono stati un aumento di capitale, il varo di un nuovo piano industriale e la nomina di Carlo Cimbri come nuovo amministratore delegato. E proprio con Cimbri abbiamo cercato di fare il punto su un gruppo in cui la cooperazione, e quella di consumo in particolare, riveste un ruolo decisamente importante.
Cimbri, è corretto dire che con questi passaggi si chiude una fase? Cosa è cambiato in questi anni e, soprattutto, come sta il gruppo UGF oggi? Per il gruppo si chiude una fase di riflessione e di riorganizzazione che si è sviluppata negli ultimi due anni nell’ambito di una crisi finanziaria ed economica globale, unanimemente definita la più grave del dopoguerra.
Certo, in un simile contesto anche le nostre aziende hanno sofferto e i risultati ne hanno risentito. Ma guardiamo avanti e ci prepariamo ad affrontare un futuro che le vicende europee di questi giorni prospettano denso di difficoltà, potendo però contare sulla professionalità dei nostri dipendenti, sulla fiducia di oltre 6 milioni di clienti che hanno con noi un legame molto stretto, grazie all’impegno di un’estesa e qualificata rete agenziale e di una buona rete di filiali bancarie, su un rapporto solido e convinto con le organizzazioni del mondo del lavoro, sia dipendente che della piccola e media impresa, con la cooperazione. Negli ultimi anni il Gruppo Unipol ha adeguato il proprio assetto per affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo. Abbiamo una holding snella, Unipol Gruppo Finaziario, che controlla UGF Assicurazioni, principale società del gruppo che opera con le agenzie a marchio Unipol e Aurora; Linear, specializzata nel settore auto che si propone attraverso il canale telefonico e internet; Unisalute, specializzata nelle polizze assistenza e malattia; il Gruppo Bancario UGF Banca con circa 300 sportelli. Acquisiremo infine, a breve, il Gruppo Arca, che opera nella distribuzione di polizze vita e danni tramite i 2.300 sportelli del Gruppo Banca Popolare dell’Emilia, del Gruppo Banca Popolare di Sondrio e di altre banche popolari.
Rispetto all’aumento di capitale da 500 milioni, a cosa serviranno le risorse che le cooperative hanno messo a disposizione? L’aumento di capitale che sarà offerto in opzione a tutti i 200.000 azionisti di Unipol Gruppo Finanziario vedrà ancora una volta le cooperative vicine al gruppo attraverso la sottoscrizione della quota di propria spettanza. D’altra parte è proprio grazie al sostegno dell’intero mondo cooperativo che questo gruppo ha potuto crescere e svilupparsi per diventare quello che è attualmente. Anche in una fase così difficile per l’intero sistema economico le cooperative confermano dunque il loro impegno per rafforzare uno dei loro asset principali, il quarto gruppo assicurativo e bancario italiano. L’operazione è finalizzata a rafforzare la struttura patrimoniale e ad accrescere la flessibilità finanziaria del Gruppo, che in un contesto mondiale caratterizzato da instabilità economica e di grande volatilità dei mercati finanziari, riteniamo sia essenziale per lo sviluppo delle attività assicurative e bancarie. Secondo una strategia di sostenibilità di lungo periodo, le cooperative, attraverso Finsoe, ne sottoscriveranno circa un terzo, pari alla quota complessivamente detenuta. Questo rafforzamento patrimoniale è peraltro propedeutico al perseguimento degli obiettivi del nuovo Piano Industriale 2010-2012, inclusa l’acquisizione e il successivo sviluppo del Gruppo Assicurativo Arca.
UGF , pur essendo una Spa che opera in mercati fortemente competitivi, è espressione del movimento cooperativo. Come e in che modo si esprimono nelle vostre attività i valori e le caratteristiche peculiari della cooperazione? Unipol Gruppo Finanziario è una società per azioni che opera nel mercato perseguendo obiettivi di sviluppo e di crescita economica. Tuttavia, lo fa sulla base di valori e di modalità gestionali che traggono forza e ispirazione dalla propria storia e da radici molto solide, che fanno riferimento alla cooperazione e più in generale al mondo del lavoro. Valori che hanno una loro forte attualità e che abbiamo contribuito ad aggiornare – definendo una nostra Carta dei Valori e un Codice Etico - e a rendere vivi e attuali anche oggi che siamo nel terzo millennio. Per farlo, abbiamo scelto di caratterizzarci nel mercato come impresa sostenibile. Il che vuol dire porsi concretamente l’obiettivo di coniugare efficienza e redditività economica con un rapporto equo di reciproca soddisfazione con tutti i portatori di interesse, con la tutela sociale delle persone, nonché con la riduzione degli impatti ambientali. Per questo abbiamo elaborato, in stretta connessione con il Piano Industriale, un Piano di Sostenibilità triennale, che mira a realizzare una serie di obiettivi che diano un contributo a realizzare una società più attenta ai bisogni reali e al futuro delle persone.
Qual è la filosofia di fondo del nuovo piano industriale? Sintetizzerei così la nostra missione: assicurare una crescita sostenibile e di lungo periodo accompagnata da un’adeguata redditività, attraverso un rapporto equo con clienti, dipendenti, agenti, azionisti e fornitori. L’attenzione e l’impegno saranno quindi concentrati a qualificare la nostra offerta di prodotti e di servizi per rispondere alle esigenze delle persone, delle famiglie, dei professionisti, delle piccole e medie imprese, sia private che cooperative. In particolare, intendiamo rivolgerci con ancora maggiore determinazione e qualità, a quello che consideriamo il “nostro mondo”, cioè i soci delle cooperative e – consentitemi di dire proprio dalle pagine di questo giornale, che da molti anni entra ogni mese anche in casa mia – segnatamente a quelli Coop, ai lavoratori iscritti ai sindacati confederali, agli associati alle organizzazioni della piccola e media impresa. È anzitutto con loro e per loro che vogliamo sviluppare la nostra attività, anche attraverso soluzione innovative che facciano sentire Unipol e la sue società ancora più vicine, meglio in grado di aiutarli nella soluzione dei loro problemi. Ci sono ambiti come quelli previdenziale, sanitario e assistenziale dove l’intervento pubblico, che rimane fondamentale, non è più in grado – e ancora meno lo sarà in futuro – di garantire adeguati livelli di copertura e prestazione. Il nostro gruppo ha sviluppato in questi anni una capacità di dare risposte qualificate a questi bisogni fondamentali della popolazione. Ecco, noi ci proponiamo come un soggetto attivo nei servizi di welfare integrativo, con una competenza elevata e soprattutto con un profilo etico e di responsabilità che sono in grado di garantire affidabilità, sicurezza, fiducia alle persone. E questo oggi non è poco di fronte alla complessità e rischiosità che caratterizza i mercati finanziari.
Stiamo tuttora vivendo le drammatiche conseguenze di una crisi economica che ha avuto nella esasperazione dei meccanismi finanziari e nella ricerca del profitto immediato, la sua causa principale. Voi, operando tra assicurazione e banca, siete quotidianamente in contatto con questi temi... Purtroppo, a due anni dall’esplodere della crisi, viviamo ancora una fase di grande turbolenza e instabilità. Gli effetti di natura economica e sociale – pensiamo alla caduta dell’occupazione e dei redditi in tutta Europa - sono tutt’altro che in via di soluzione. Anche per questa ragione le scelte del nostro gruppo sono improntate a garantire la solidità patrimoniale e finanziaria della società a tutela dei clienti, dei dipendenti e degli azionisti. In particolare, relativamente alla tutela del risparmio, noi siamo massicciamente presenti nella previdenza complementare e nel settore delle Polizza vita, con prodotti e servizi che danno garanzia del rendimento e del capitale investito, in modo da offrire ai risparmiatori la massima sicurezza dei propri investimenti. Più in generale vorremmo operare con trasparenza e semplicità, cercando di meritarci la fiducia delle persone. A questo proposito voglio ricordare che Unipol, a settembre 2008, è stato il primo operatore in Italia a impegnarsi nella garanzia di restituzione del capitale investito in polizze vita con sottostanti obbligazioni Lehman Brothers. Non avevamo alcun obbligo a farlo e ci siamo assunti un onere economico importante, ma facemmo una scelta di responsabilità e impegno sociale, per tutelare il risparmio di 8.500 famiglie, di cui sono sinceramente orgoglioso.
In particolare sul piano delle assicurazioni auto il tema dei ricorrenti aumenti delle tariffe è una nota dolente per i consumatori. Perché questo e cosa devono aspettarsi da Unipol per il futuro? Il mercato assicurativo dell’auto era in perdita già nel 2008 e lo è stato ancora di più nel 2009. Alcuni interventi normativi penalizzanti, l’incremento della frequenza con cui si verificano i sinistri, l’incremento delle frodi, l’elevata incidenza delle denunce d’incidenti che hanno comportato danni alle persone (fenomeno tipicamente italiano: in Italia ogni 4 incidenti viene denunciato un danno alla persona. In Francia e in altri Paesi europei il rapporto è di 1 ogni 10), unitamente ad un’aggressiva politica commerciale tra le compagnie hanno procurato la perdita dell’equilibrio economico dell’intero settore assicurativo. Ritengo che il sistema dei prezzi non sia oggi sufficientemente equilibrato nel senso che penalizza troppo poco gli automobilisti che hanno dimostrato di non essere virtuosi a discapito di coloro, e sono la stragrande maggioranza, che al contrario assumono un comportamento corretto alla guida e meriterebbero maggiori benefici. Ricordo che in Italia esiste per le compagnie “l’obbligo a contrarre” e pertanto le stesse non possono scegliersi i clienti. Solo la differenziazione di prezzo consente di selezionare le rischiosità dei clienti e, se il portafoglio delle compagnie è composto prevalentemente da clienti virtuosi, sicuramente i benefici potranno tradursi in condizioni economiche di prodotti più eque per tutti. Lavoreremo per ottenere questo risultato.
Sono in arrivo prodotti innovativi, specie pensando alla sicurezza stradale? Per quanto riguarda l’innovazione, le nostre compagnie si sono sempre contraddistinte su questo aspetto. Unipol è stata la prima compagnia a proporre una polizza auto legata ad una “scatola nera”, Unibox, che, montata sull’autovettura, monitora velocità medie e tipologie di strade percorse e che al tempo stesso ha anche una notevole componente di servizio (è in grado di effettuare in automatico una chiamata di emergenza ad un apposito call center nel caso di incidente, al fine di attivare i necessari soccorsi e ha consentito il ritrovamento delle auto rubate nel 99% dei casi). Ai clienti che accettano di farsi installare tale dispositivo, noi siamo in grado di riconoscere un consistente sconto. Nei prossimi mesi introdurremo una tariffa “a chilometro”, che consentirà alla clientela di beneficiare di una riduzione di premio in misura fissa e, ai successivi rinnovi, di una riduzione di premio variabile in base alla percorrenza registrata l’anno precedente. Sempre sul tema della sicurezza bisogna però anche essere sinceri e non demagogici: è noto come i giovani siano tra coloro che fanno un maggior numero di incidenti e quindi rappresentano per le compagnie un costo molto elevato per il risarcimento dei sinistri. Ma, dico di più, rappresentano un costo sociale per l’intera collettività. Su questo c’è un grande lavoro da portare avanti in termini di educazione alla guida e di sicurezza stradale, al quale il nostro gruppo contribuisce da anni con investimenti e progetti specifici della nostra Fondazione.
Il tema degli strumenti integrativi al welfare e al sistema di assistenza pubblico è sempre più d’attualità. Con che tipo di proposte, il gruppo Unipol si rivolge ai consumatori? Già oggi, Unipol Gruppo Finanziario è uno dei primi operatori italiani nel mondo dei Fondi Pensione (tanto per citarne uno, gestisce ad esempio parte del Fondo Cometa del settore metalmeccanico), con una quota di oltre il 10% del mercato e con masse gestite per oltre 2 miliardi di euro. Puntiamo ad una ulteriore crescita, arrivando a offrire una vera e propria “pianificazione previdenziale” alla clientela. Per quanto riguarda sanità e assistenza, siamo da tempo presenti con Unisalute, ai primi posti nel settore. Unisalute ha costruito competenze specifiche e un modello particolare che fa perno sulla rete di oltre 4.000 strutture sanitarie direttamente convenzionate in tutta Italia tra case di cura, poliambulatori, studi medici e odontoiatrici, psicologi. La sinergia con queste strutture ci consente di controllare la qualità e l’adeguatezza delle prestazioni erogate, con conseguente riduzione degli sprechi e maggiore utilizzo delle strutture più virtuose.












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