Sotto le lenzuola
La flanella, in lana o cotone, leggera, morbida, calda.
La scelta dei tessuti per la casa, in particolare della biancheria per il letto che viene a contatto diretto col corpo per molte ore al giorno, ha grande importanza per la nostra salute e per il nostro benessere. Se teniamo presente che le sostanze potenzialmente allergeniche sono davvero molte, e si concentrano soprattutto nella composizione dei tessuti sintetici, è facile spiegare come l’attenzione verso il naturale sia più che giustificata. In casa, tra l’altro, la presenza di tessuti sintetici è massiccia: poliestere, acrilici, poliammidici sono diventati la base per tende, lenzuola, tovaglie, poltrone e divani. Siamo praticamente accerchiati, con diversi difetti “collaterali”, anche quando questi tessuti non vengono a contatto diretto con la nostra pelle. Secondo gli esperti, infatti, l’uso di queste sostanze ha anche il difetto di rendere l’aria elettrostatica, trattenere la polvere, e far ristagnare umidità e batteri. Largo, dunque, alle alternative, ai tessuti naturali, possibilmente colorati con sostanze vegetali, senza candeggi, trattamenti antimacchia, antitarme e antinfeltrenti.
a qualcuno piace caldo Una delle opzioni “calde”, utili per questo periodo è la flanella. Si tratta di un tessuto leggero, morbido, caldo, con armatura a saia, che per molti anni è stato alla base dei pannolini ecologici proprio per la sua caratteristica di essere poco allergico e per nulla irritante. Quello per le lenzuola, generalmente, è realizzato in cotone, con filato cardato, ha superficie uniforme, leggermente pelosa. Subisce come trattamenti di finissaggio: follatura, garzatura e pettinatura. Particolarmente caldo, anche se leggero, perché la peluria, sollevata dalla garzatura, trattiene dell’aria che agisce da isolante termico. Ha il pregio di garantire un’ottima resistenza e una particolare morbidezza e, come la lana (altro tessuto con cui si realizza la flanella) è igroscopico, facilita cioè la traspirazione. Ha, in pratica, i pregi del cotone, è in grado di assorbire gradualmente l’umidità prodotta dal corpo oltre il 20 per cento del suo peso e di rilasciarla nell’aria ma, in più, consente un tepore e una sensazione setosa assai gradevoli. In ogni caso, sarebbe bene avere la sicurezza che è ottenuto da cotone non trattato con pesticidi, e colorato con tinte naturali o minerali, prive di metalli pesanti e sostanze a rischio. La certezza che non sia stato trattato coi fitofarmaci, però, non è cosa semplice. Pensate che ogni anno si coltivano circa 40 milioni di ettari di cotone, appena il 3 per cento dell’intera superficie coltivata nel mondo, ma su di essa si applica il 20 per cento di tutte le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura. In totale qualcosa come 228 composti tossici, dannosi per l’ambiente, per chi lavora in queste coltivazioni e probabilmente anche per chi utilizza i capi così ottenuti. Una garanzia di qualità è il marchio Oeko-Tex (del Centro cotoniero tessile) che garantisce l’innocuità dei componenti e delle lavorazioni. Ma anche l’Aiab, Associazione per l’agricoltura biologica, offre una certificazione dei tessili biologici basata su processi produttivi rispettosi dell’ambiente.
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