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Storia di un’italiana
…Verace, modello Anni Trenta, che nasce povera e arriva a fare la coprotagonista in tante commedie di successo. Chi non ricorda la “buzzicona” del film con Albertone nazionale “Dove vai in vacanza?” Anna Longhi tra pubblico e privato.
«Mi manca un fratello, mi manca un maestro, mi manca una persona cara». Con queste parole Anna Longhi – la buzzicona del film “Dove vai in vacanza?” di Alberto Sordi – nel libro ”In viaggio con Alberto” (Aliberti editore) ripercorre gli anni passati al fianco dell’attore scomparso, prima come camerinista all’interno dello stabilimento Rizzoli, “su alla Palatino”, poi come coprotagonista di tante commedie di successo. Romana verace, senza peli sulla lingua – ha fatto scalpore una sua polemica in diretta Tv con la conduttrice di “Mattino cinque” Federica Panicucci – la Longhi accompagna in modo divertente, ma anche commovente, il lettore nei meandri di un cinema da “Dolce vita”.
E la sua è la storia di un’italiana degli Anni Trenta, che nasce povera e ha sempre lavorato. «Era il tempo – racconta Anna – in cui i ragazzi facevano ancora le serenate e le ragazze non si affacciavano per pudore, il tempo in cui si lasciavano le chiavi nella toppa, si viveva per strada, e s’imparava a cucinare per sei anche quando di roba ce n’era per uno soltanto».
E lei era una ragazzotta senza grilli per la testa, che lavorava sodo. Poi un giorno... «Mi fecero sapere che il signor Sordi mi doveva parlare. Andai da lui intimidita pensando di aver fatto qualcosa di male... Quando seppi che mi voleva come moglie nel film “Dove vai in vacanza?”, non essendo abituata ai sogni, pensavo scherzasse anche perché aveva fatto il provino a ottanta donne».
E invece? «E invece lui, dandomi un buffetto affettuoso sulla guancia, disse: “Annaré – così mi chiamava – tu sei perfetta e devi solo recitare te stessa”. Da quel momento la mia vita cambiò».
Il suo libro è corredato di un inserto di foto inedite che la ritraggono con l’Albertone nazionale sul set con i costumi di scena, mentre lei gli rifà l’orlo dei pantaloni. «Ma contiene anche molti aneddoti e alcune delle ricette che cucinavo per lui quando giravamo fuori Roma». Scrive anche di Marcello Mastroianni. «Marcello non dava confidenza a nessuno, altro che personaggio affabile e alla mano come veniva descritto!».
E Anna Magnani? Era simpatica? «Nannarella? Era avara e amava i gatti, ma non le persone».
Ha conosciuto anche Sophia Loren? «Certo! All’inizio si dava un po’ di arie, ma poi, con il tempo, diventò più alla mano».
Vittorio Gassman? «Era bello, ma burbero».
Nel suo libro parla molto bene della Mangano. «Una bellezza autentica, che non aveva bisogno di trucco di scena per apparire bella. Ma soprattutto una vera signora. Anche Omar Sharif, era dolce e coccolone. E Jack Nicholson mi regalò una busta con tanti dollari dentro».
Cosa ci dice invece sull’avarizia di Sordi? «Tutte storie. Mi faceva sempre un sacco di regali e mi aiutò come un fratello quando mio figlio si ammalò gravemente».
Come vede, una come lei che ha iniziato a fare cinema in un periodo d’oro, il cinema di oggi? «Non mi piace. Prima la parte la sentivi, t’immedesimavi, ora non è più così, è tutto cambiato».
E dei reality cosa ne pensa? «Per carità! La gente va lì soltanto per farsi vedere e dice un sacco di parolacce».
Parliamo della Anna Longhi privata che, nonostante i suoi settantasei anni, lavora ancora a tempo pieno per la Tv e il cinema e poi, una volta a casa, si rimbocca le maniche e cucina per tutta la famiglia. «Una famiglia allargatissima con mio marito, due figlie, i nipoti, i pronipoti: ne ho cinque. E in casa c’è pure la mia mamma Maria che, a 97 anni, è sempre una buona forchetta».
Qual è il suo piatto forte? «Ce ne sono tanti... Oggi, per esempio, cucino i broccoletti affogati con il vino: li lavo, li taglio a pezzettini, ci metto aglio e olio, li faccio saltare un po’ e li annaffio con un bicchiere di vino e un pizzico di sale. Quando il vino è evaporato i broccoletti sono pronti».
Fa da sola anche la spesa? «Eccome no!? Mi accompagnano le mie figlie perché mi fanno male le gambe, ma poi sono io che scelgo».
Preferisce andare nei negozi o al supermercato? «Al supermercato compro pasta, scatolame, detersivi. Ma per la frutta e la verdura mi servo dai “ fruttaroli”. E compro solo verdure di stagione, non certo i surgelati come fanno ormai le donne moderne».






