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Strada facendo
L’energia prodotta dal movimento di auto e camion diventa energia elettrica. Quando si dice sulla buona strada.
In tempi di crisi economica e di riscaldamento globale si scopre che esistono decine di modi ingegnosi per contribuire alla produzione energetica e che fanno ricorso ai metodi più stravaganti, alimentando persino l’idea che si possa produrre energia laddove se ne consuma di più, sulle nostre trafficatissime strade. Il progetto forse più ingegnoso è venuto da un gruppo di ricercatori israeliani che hanno proposto di trasformare l’energia prodotta dal movimento delle auto e dei camion in energia elettrica capace di alimentare i lampioni di illuminazione della strada stessa o addirittura le auto che ci scorrono sopra.
Non è fantascienza: il primo tratto di strada sperimentale è stato inaugurato in Israele a fine 2008 ed entro quest’anno la tecnologia sarà pronta per il mercato mondiale tanto che la giapponese Nissan ha già stipulato un accordo quadro. Il meccanismo è quasi banale. Gli scienziati sanno che il passaggio delle auto genera una pressione sull’asfalto e che la pressione può essere usata per provocare lo sfregamento all’interno di uno strato di cristalli stesi sotto l’asfalto stesso.
I cristalli a loro volta sono capaci di generare la cosiddetta “piezoelettricità”. Questa energia naturale è un fenomeno conosciuto da decenni ed è sfruttato, ad esempio, negli orologi, negli accendini per sigaretta, nei sistemi di accensione delle nostre comuni cucine. Opportuni strati di cristalli stesi sotto l’asfalto sono in grado di generare, secondo gli ideatori, qualcosa come 400 Kw di energia per Km, abbastanza per alimentare otto veicoli elettrici. Conoscendo l’eccellenza israeliana nell’innovazione scientifica già molti governi hanno drizzato le orecchie.
L’Environmental Transportation Association inglese, per esempio, ha già stimato che istallando la tecnologia sui tratti più trafficati delle autostrade britanniche si potrebbero alimentare 34.500 piccole auto elettriche. A contribuire all’idea delle “strade energetiche” si aggiungono due progetti americani: uno che si propone di inglobare celle fotovoltaiche nell’asfalto delle autostrade, l’altro che propone l’istallazione di piccole eliche capaci di raccogliere il vento prodotto dal passaggio dei veicoli. In un modo o nell’altro le nostre strade diventeranno presto molto più utili e più verdi.






