Su misura

Dall’Unione Europea in arrivo alcune misure per sostenere i consumi delle famiglie. Perché la crisi è tutt’altro che finita. Ne parliamo con Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento Europeo.

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Prezzi in ascesa, credito che langue per consumatori e imprese, disoccupazione in crescita: seppure con qualche timido segnale positivo, per Eurolandia non è ancora arrivato il tempo di brindare all’uscita dalla crisi. Proprio per questo, dall’Unione Europea arrivano alcune misure per sostenere i consumi delle famiglie. Ne abbiamo parlato con Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento Europeo e membro della commissione Mercato interno. Il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento che prevede nuovi fondi per l’emergenza abitativa.

Che riflessi avrà questa misura nel nostro Paese? «I 500 milioni resi disponibili dal nuovo regolamento approvato dal Parlamento Europeo potranno costituire un importante volano per la realizzazione di programmi di edilizia popolare e sociale. Proprio in un momento congiunturale in cui anche in Italia si stenta a far partire nuove iniziative, il comparto dell’edilizia potrebbe tornare a dare il suo tradizionale contributo alla crescita, con l’ulteriore vantaggio di orientare risorse verso la popolazione che sta pagando maggiormente il prezzo della crisi: i giovani, i pensionati, le famiglie a basso reddito».

Quali sono le principali novità per il consumatore europeo, tra provvedimenti adottati e misure in arrivo? «Nel corso degli anni sono stati adottati numerosi provvedimenti a salvaguardia degli interessi dei consumatori europei. Tra il 2006 e il 2013, l´Unione Europea ha stabilito un quadro finanziario pari a 156,8 milioni di euro a sostegno di questa politica. Vanno rafforzati maggiormente i meccanismi di vigilanza del mercato e di applicazione delle norme per promuovere la fiducia dei consumatori, e bisogna impegnarsi per meglio armonizzare tutte le norme a tutela dei consumatori. In Parlamento stiamo lavorando per ridurre l´elevata frammentazione tra i diversi livelli di protezione dei consumatori in Europa e per rafforzare il quadro normativo delle garanzie. Miriamo a un maggiore livello comune di tutela e a garantire un´informazione adeguata sui diritti dei consumatori e su come esercitarli».

Davanti alla crisi economica alcuni Stati membri hanno cercato soluzioni di tipo protezionistico. «Il principio della libera circolazione delle merci e delle persone tra i paesi dell’Ue rimane ben saldo. La questione ancora aperta è, invece, come difendere il mercato interno dalla concorrenza “sleale’’ che viene da paesi dove le tutele sul lavoro, la salute, l’ambiente sono pressoché inesistenti e i controlli merceologici sulla qualità e la sicurezza dei prodotti sono spesso aggirati o apertamente evitati. A questo si aggiunge il controllo crescente sui traffici illeciti della criminalità organizzata che riesce a far arrivare alla commercializzazione in Europa prodotti che hanno aggirato il vaglio delle autorità doganali e sanitarie. Nonostante gli sforzi per contrastare il fenomeno, il rischio per i consumatori di imbattersi in prodotti non sicuri o contraffatti rimane alto».

Come si sta organizzando l’Unione per contrastare le frodi alimentari e tutelare il consumatore? «Solamente in Italia il business dell’agropirateria ammonta a circa 60 miliardi di euro. Assistiamo a un vero e proprio accanimento nei confronti del made in Italy che comporta ovviamente conseguenze gravi sia sull’economia che sul benessere e la sicurezza dei consumatori. L´Unione Europea ha di fronte a sé la grande responsabilità di tutelare il consumatore dalle frodi alimentari. Negli ultimi anni sono stati redatti specifici documenti programmatici e nuovi regolamenti per consentire ai cittadini di conoscere le norme di una buona alimentazione e per garantire che i prodotti da loro acquistati nei supermercati o quelli serviti nei ristoranti siano sicuri e confezionati nel rispetto delle norme etiche e produttive. In Parlamento stiamo attualmente discutendo sulla regolamentazione unica in materia di etichettatura degli alimenti al fine di garantire al consumatore informazioni approfondite sui prodotti che acquistano. Un’etichettatura obbligatoria degli alimenti su scala europea è un primo importante passo per facilitare decisioni di acquisto responsabili».

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