Supercar

Grazie a DRIVSCO, uno speciale computer in grado di imparare le caratteristiche di guida del conducente, l’automobile diventa intelligente.

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Dopo essere diventata ibrida ed elettrica, dopo aver montato accessori di tutti i tipi, Gps, sistemi d’assistenza alla manovra, sensori di ogni tipo, finalmente l’automobile è pronta per diventare anche intelligente. Una vera “supercar” dotata di un pensiero cibernetico grazie a un sistema innovativo prodotto dall’ingegno di ricercatori appartenenti a sei diverse nazioni europee tra cui un team italiano appartenente all’Università di Genova.
Il prodotto di tanta ingegneria si chiama DRIVSCO ed è un computer che, per cosi dire, regala un cervello all’automobile e la rende in grado di imparare le caratteristiche di guida del conducente. Non importa se al volante c’è uno sportivo o un lumacone, il sistema si adatta a qualsiasi stile, il cervello artificiale di DRIVSCO prende informazioni dalle ruote dell’auto e impara tutto, persino come il conducente imposta le curve, rallenta ai semafori, guida sul bagnato o parcheggia in retromarcia.
Il cervello della macchina è dotato di un sistema di visione artificiale anche notturna più sensibile dell’occhio umano soprattutto al buio. In effetti DRIVSCO è studiato soprattutto per aiutare chi guida di notte, quando si registra almeno il 42 per cento degli incidenti stradali dovuti alla riduzione della visibilità: un dato spaventoso considerando che le auto in circolazione sulle strade si riducono del 60 per cento.
E qui entra in scena DRIVSCO, il cervellone che in un certo senso guida accanto al conducente. Il sistema non prende i comandi, ma avverte il conducente con appositi segnali quando verifica un comportamento anomalo, ad esempio, una velocità eccessiva nel prendere una curva impegnativa o sull’asfalto bagnato. DRIVSCO, insomma, terrà d’occhio il conducente, pungolandolo di tanto in tanto per far sì che la sua attenzione rimanga sempre focalizzata sulla guida.
E se avere una macchina intelligente contribuirà a diminuire il numero di vittime della strada, allora non si può che darle il benvenuto. aria fresca a cura di Barbara Bernardini panchin filosofico i