All’ombra delle piramidi
Dalla piramide alimentare alla piramide ambientale, l’impatto sull’ambiente di molte scelte fatte a tavola.
Anche l’alimentazione ha le sue responsabilità nello sfruttamento del Pianeta e ormai si parla, sempre più spesso, di “sostenibilità” dei modelli nutrizionali che abbiamo adottato quando spreco di acqua, devastazione di territori con inquinamento e costi di trasporto, dovuti soprattutto ai grandi allevamenti di animali da macello, non avevano le dimensioni attuali. Non ho basi culturali specifiche per trattare il problema nei suoi risvolti ecologici e socio-economici e neppure voglio sfiorare le ideologie che dividono carnivori e vegetariani, ma da medico, coinvolto professionalmente nei problemi della nutrizione clinica, credo che si possano dare dei consigli di buonsenso sullo stile alimentare che meglio concilia la fisiologia con l’ecologia. leggi tutto »
Un passo avanti
Per dimagrire o per restare in forma non basta la dieta, bisogna muoversi, a passo svelto, almeno un’ora al giorno.
Parlare di alimenti e di calorie, senza fare riferimento al costo energetico della nostra vita, è come rifornire l’auto di benzina o di gasolio senza sapere quanti chilometri vogliamo percorrere. Ho posto altre volte questo problema ai miei lettori perché è la premessa obbligata del benessere psico-fisico. Basta pensare che un giovane atleta può consumare anche più di 3.500 calorie al giorno ma quando dovrà abbandonare del tutto il suo sport per iniziare un lavoro che, tra scrivania e soste nel traffico, gli ruberà il tempo e la voglia di camminare, allora la spesa energetica della giornata si ridurrà notevolmente e le porzioni di qualunque cibo andrebbero ridimensionate e perfino dimezzate. leggi tutto »
Tavola calda
I consigli gratuiti e le mezze verità di tanta informazione, non sempre scientifica, in campo alimentare.
I cosiddetti mass media riversano sui consumatori un eccesso di proposte enogastronomiche e di consigli dietetici, talvolta più confondenti che informativi! Proprio per l’accresciuta attenzione verso un’alimentazione “sana” e personalizzata, è inevitabile che alcune fonti di divulgazione ricerchino lo scoop con asserzioni mirabolanti su pregi e difetti del nostro modello alimentare. Quest’atteggiamento, però, suscita disagio, perché non di rado deriva da interpretazioni statistiche arbitrarie, non adeguatamente comprovate o ricavate da pochi e anonimi intervistati, magari in contrasto con le raccomandazioni formulate dalle Società scientifiche competenti. leggi tutto »
Buone vacanze
Vacanze di assaggio delle specialità locali, sia pur con qualche accortezza.
In vacanza, a contatto con altri schemi alimentari e di fronte a piatti inusuali, la curiosità gastronomica induce molti turisti ad assaggiare e magari ad apprezzare specialità locali, poco conosciute. C’è sempre una frangia di consumatori “monotoni”, quelli che dopo un paio di giorni all’estero sono già alla ricerca di un ristorante italiano con gli amati spaghetti, ma ci sono anche i pionieri dell’assaggio pronti a superare perfino l’incognita igienica e digestiva di qualche piatto tipico mai provato prima. Di fronte all’enfasi di certi titoli scandalistici è inevitabile che i turisti si pongano anche degli interrogativi sulla “sicurezza” di ciò che mangiano, finendo per penalizzare quel rapporto positivo che l’uomo dovrebbe avere con le sue scelte gastronomiche. leggi tutto »
Sane abitudini
Fotografia degli italiani a tavola tra abitudini sbagliate, rapporto tra calorie e sedentarietà da riequilibrare, educazione alimentare fin dalle scuole.
Non credo molto ai sondaggi sulle abitudini alimentari perché, anche quando il campione è selezionato correttamente, come non dubito sia avvenuto nel recente rapporto Coldiretti/Censis, non è possibile verificare la fedeltà delle risposte né gli “arrotondamenti” elaborati, in buona fede, dagli intervistati. Con questa premessa, è strano che gli italiani (quasi 4 su 10) si allarmino per una presunta impossibilità di “mangiar sano” quando altri dati dimostrano che mai nella nostra storia il cibo è stato così controllato dal punto di vista igienico e qualitativo. Diciamo, invece, che dalla malnutrizione per difetto dei secoli scorsi siamo passati alla malnutrizione per eccesso, con i pericoli conseguenti (obesità, diabete ecc.). leggi tutto »
A peso d’oro
Per perdere un chilo bisogna realizzare un deficit di bilancio, tra “entrate” alimentari e “spese” del vivere, di almeno 8mila calorie.
In primavera molti lettori chiedono consigli sul modo più rapido e innocuo per sbarazzarsi di quei chili di troppo che al mare non sarebbe possibile nascondere a sé e agli altri. Quando si tratta solo di tre o quattro chili il programma è attuabile in un mese o poco più, ma per chi ha pretese maggiori serviranno tempi lunghi e la supervisione di uno specialista, perché un dimagrimento superiore a cinque chili in un mese rischia di tramutarsi in un “deperimento”, con la perdita non solo di grasso ma anche di quelle proteine che rappresentano il nostro motore biologico. leggi tutto »
Integratori prodigio
Ben vengano i nuovi riferimenti salutisti nelle etichette degli integratori, ma senza miraggi terapeutici
Pur sapendo di deludere i più raffinati gastronomi sostengo che il progresso scientifico, con la dovuta prudenza, non può essere escluso da un settore fondamentale per la vita come la nutrizione. Anzi, dobbiamo interessarcene perché l’uomo moderno, costretto a tutelarsi dall’eccesso e non più dalla penuria alimentare, tenta di ingerire meno calorie fino al punto di non rifornirsi a sufficienza di molecole protettive (vitamine, minerali, antiossidanti) rischiando il paradosso di essere grasso e malnutrito. Ecco spiegato il boom degli “integratori” e di un crescente numero di alimenti travestiti da farmaci: yogurt ricchi di probiotici, biscotti e fette biscottate con fibre che rallentano l’assorbimento degli zuccheri e del colesterolo, latte arricchito di “omega3”. leggi tutto »











