Alternativa Coop

Che cosa fa Coop sul fronte delle energie rinnovabili.

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Gli impianti fotovoltaici attualmente in funzione nei magazzini e nei Supermercati Coop sono 87 e nel 2010 hanno prodotto oltre 12 milioni e mezzo di KWh, pari al consumo medio annuale di 4.690 famiglie italiane. Grazie a quest’elevata produzione di energia fotovoltaica, Coop ha evitato di immettere in atmosfera oltre 6.700 tonnellate di anidride carbonica.Un piccolo respiro di sollievo per la nostra atmosfera, ma un grande passo verso una politica energetica che unisce il risparmio alla tutela della salute e dell’ambiente.

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All’ultimo grid

Più flessibili, attente alle esigenze dei consumatori, economiche, rispettose dell’ambiente. Quando il sistema elettrico si combina con la tecnologia informatica nascono le smart grid, le reti intelligenti di distribuzione dell’energia elettrica. E così anche le fonti rinnovabili, tanto tartassate negli ultimi giorni dai tagli agli incentivi che ha imposto il Governo, saranno impiegate in modo più efficiente

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C’è una rivoluzione silenziosa che da alcuni anni sta entrando nelle nostre vite. È la rivoluzione delle smart grid, le “reti intelligenti” di distribuzione d’energia elettrica. Le reti elettriche diventano intelligenti perché, combinandosi in maniera sempre più spinta con l’ICT (tecnologia informatica e delle telecomunicazioni), hanno il compito di cambiare l’assetto mondiale del sistema elettrico per renderlo più flessibile, efficiente e attento alle esigenze dei consumatori e dell’ambiente. E proprio sul tema dei risparmi ipotizzabili dall’Unione Europea arriva una notizia davvero confortante. leggi tutto »

In buone acque

Si promuove il bene comune collegandolo alla valorizzazione dei propri prodotti. Lo spot della campagna Coop sull’acqua – testimonial Luciana Littizzetto – è un ottimo esempio di “comunicazione (o pubblicità) delle responsabilità sociali”.

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Negli ultimi anni si è assistito a un grande mutamento culturale e di costume che ha prodotto la nascita di una nuova consapevolezza nei confronti di problematiche relative alla salvaguardia dell’ambiente e alla sua promozione valoriale come bene comune. Questa consapevolezza è frutto anche di campagne di comunicazione che si inquadrano nell’ambito di quella che viene definita pubblicità sociale. Le fonti da cui proviene questo tipo di comunicazione possono essere pienamente istituzionali (come, ad esempio, il Ministero dell’ambiente), ma possono essere anche le cosiddette intermediates organizations, come le associazioni tipo il Wwf o un determinato partito politico, che sono “intermedie” appunto perché si collocano tra la dimensione pienamente pubblica delle istituzioni e quella privata delle aziende. leggi tutto »

Farsi una coltura

Buone notizie dal fronte antiogm

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Un accordo senza precedenti che renderà possibile la protezione di settantadue milioni di ettari di foresta canadese e dei suoi abitanti. L’hanno annunciato Greenpeace e ventuno aziende dell’Associazione Canadese dei Prodotti Forestali, insieme ad altre otto associazioni ambientaliste. L’accordo, una volta messo in pratica, permetterà la conservazione di estese aree di foresta boreale, proteggerà specie minacciate d’estinzione e garantirà alle aziende partecipanti una fetta di mercato sostenibile e competitivo. Questa vittoria per le foreste arriva dopo sette anni di pressioni sul mercato internazionale, denunce e azioni dirette di Greenpeace in tutto il mondo. leggi tutto »

Gira la ruota

Non inquina, è risparmiosa e “veloce” in mezzo al traffico cittadino. Eppure la bici non è la più amata dagli italiani.

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Infiniti i vantaggi che offre la bicicletta rispetto all’automobile. A partire – strano ma vero – dalla velocità. La bici è il mezzo slow per eccellenza? Niente affatto, o almeno non è così nella congestione del traffico urbano. Il percorso medio giornaliero compiuto per spostarsi una città italiana, infatti, va dai 3 a 5 chilometri. Per la precisione, il 30 per cento dei tragitti compiuti quotidianamente in automobile è più corto di 3 chilometri, mentre il 50 per cento è inferiore a 5 (secondo uno studio di Legambiente di quest’anno). leggi tutto »

La virtù sta nel mezzo

Più mezzi pubblici, più biciclette, più zone a traffico limitato e isole pedonali, meno auto. Sogno o realtà per le città del futuro? A giudicare dagli ingorghi, dagli incidenti, dall’aria inquinata e dai tagli del Governo l’Italia è… su una brutta strada.

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Trascorriamo in coda in media 227 ore all’anno per fare meno di 5 km al giorno a una velocità inferiore ai 25 chilometri orari. Insomma siamo praticamente fermi. Anche perché l’Italia ha uno dei più alti indici di motorizzazione al mondo: 600 vetture ogni 1.000 abitanti, contro una media europea di 463. Peggio di noi gli Stati Uniti (760) che, però, hanno altre dimensioni rispetto al piccolo Stivale stretto tra due mari. I mezzi alternativi all’auto privata? Sono penalizzati: gli autobus raramente viaggiano in sede propria e finiscono imbottigliati nel traffico, come e più delle macchine, mentre usare la bici può diventare un azzardo da Camel Trophy a causa di piste ciclabili frammentarie, accidentate e occupate da altri mezzi. leggi tutto »

Oltre il limite

Nuovi dati allarmanti sulla contaminazione del Santuario dei Cetacei del Mar Ligure.

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Greenpeace ha pubblicato nuovi dati allarmanti sulla contaminazione del Santuario dei Cetacei del Mar Ligure: le sogliole pescate nell’area sono tossiche. Tutti gli esemplari analizzati risultano contaminati da metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e bisfenolo A, in certi casi oltre il limite consentito dalla legge. E pensare che proprio le sogliole sono consigliate in fase di svezzamento dei bambini. Le analisi, commissionate al Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, sono state effettuate la scorsa estate su 31 esemplari prelevati in cinque aree al largo di Genova, Lerici (La Spezia), Viareggio, Livorno e Civitavecchia. Fra i risultati più preoccupanti c’è il dato sul mercurio trovato oltre il limite di legge nel 25 per cento dei campioni (7 esemplari su 31). leggi tutto »