La ventiquattrore
24 ore su 24 – o quasi – 7 giorni su 7 connessi, rintracciabili, disponibili sempre e comunque. L’ufficio si porta a casa grazie – o per colpa? – di telefonini, pc, palmari, mail e internet, skype e altre “meraviglie” della tecnologia che dovevano aiutarci a ridurre l’orario di lavoro. Ironia della sorte.
Ma dobbiamo proprio rispondere al cellulare mentre si sollevano i pesi in palestra o controllare la posta sul blackberry in diretta dal tapis roulant? E mentre si mette sul fuoco la pentola con l’acqua dare una sbirciata a documenti e file sul portatile? Certo che sì, è più forte di noi. E poi l’ennesima videochiamata del giorno con sotto il naso il quaderno del figlio ancora tutto da controllare e prima di abbandonarci nelle braccia di Morfeo e-mail urgentissime, ultime gocce della solita pioggia giornaliera. leggi tutto »
Carica elettrica
Ecologica, silenziosa, facile da guidare, fa circa 30 chilometri con un “pieno” d’elettricità leggi tutto »
Regalo di Natale
Obbligo o piacere? Comunque sia, è iniziato il conto alla rovescia per il toto-regali e nella classifica dei più gettonati, cibo e vino, giochi e oggetti tecnologici, arredo casa. E per i più piccoli – crisi o non crisi – non si bada a spese
Da fare, da ricevere, da suggerire, da azzeccare, da immaginare, da indovinare. Con lo scoccare di dicembre parte puntuale e inesorabile il toto-regali. Genitori, figli, parenti vicini e lontani, amici, colleghi e anche semplici conoscenti. Nessuno, nonostante proclami altisonanti, riesce a sottrarsi a quest’inevitabile incombenza. Ma cos’è che, in questo particolare periodo dell’anno (e solo in questo!), costringe a lunghe maratone per le affollate strade cittadine dello shopping anche il consumatore meno incallito? Cosa incoraggia anche il più impaziente ad affrontare le lunghe code alle casse nonché ai temibili banchi delle confezioni natalizie? E, soprattutto, con quali criteri si sceglie un regalo invece di un altro? Domande che abbiamo girato a due esperte di sociologia dei consumi, cercando di prevedere quanti e quali regali troveranno sotto l’albero gli italiani in questo Natale 2010. leggi tutto »
Ancora di salvezza
Salvabebè/Salvamamme, l’associazione che aiuta le donne in condizioni difficili a crescere
Romana, 55 anni, mamma di una ragazza che l’ha appena resa nonna e madre affidataria di una ragazza dell’Angola, Grazia Passeri è la presidente dell’associazione Salvabebè/Salvamamme che aiuta le donne bisognose a crescere i loro bambini. Quando e perché nasce la vostra associazione? «Nel 1993, con un gruppo composto di professionisti, impiegati, pensionati, abbiamo fondato “Un neonato vivo al 2000” per contrastare l’infanticidio cercando di informare le madri sulla possibilità di partorire in anonimato. leggi tutto »
Caro diario
Ne “La nonna che piangeva col naso” la sua esperienza in Guatemala e Perù con l’associazione Amistrada al fianco di donne, bambini e ragazzi dei quartieri poverissimi. E adesso il giovane psicologo è pronto a scrivere un’altra pagina del suo diario di vita.
Nato a Bergamo 27 anni fa, nel 2008 appena laureato in psicologia, Daniele Guoli decide di trascorrere l’anno di tirocinio post laurea tra il Guatemala e il Perù, a stretto contatto con bambini, ragazzi e donne “a rischio”. Un’esperienza umana e professionale raccolta nel diario La nonna che piangeva col naso (www.amistrada.net, sezione libri). Chi è la nonna che piangeva con il naso? «La nonna è un esempio della sofferenza che ci sta attorno e che non vediamo; ma che molte volte nemmeno possiamo vederla. Non siamo in grado, non avendo gli strumenti, nemmeno di renderci conto di quanto, a volte, ci sia vicina». leggi tutto »
Diritto d’asilo
Nelle zone di campagna e in prossimità della grandi città, ma presto anche nelle aree verdi dei maggiori centri urbani: con gli agronidi e gli agroasili i bambini imparano a conoscere gli animali e la natura, giocano con i compagni nel verde, mangiano in modo genuino. Per la gioia di mamme e papà.
Un prato verde come aula, conigli, caprette, maialini, mucche e asinelli come compagni di giochi, un pony per l’ora di attività motoria. Non è una scuola da fiaba, ma un nuovo progetto educativo che si sta diffondendo in un numero sempre maggiore di regioni italiane. Agronidi e agroasili sono già piccole, ma significative, realtà per affrontare in modo alternativo la cronica carenza di strutture pubbliche per l’infanzia di cui soffre il Belpaese. leggi tutto »
Ricominciamo
La gioia che deriva dal ritrovarsi in missioni comuni, dal sapere che siamo tanti. leggi tutto »













