Mutar sentenza
Può essere definita inaccettabile una sentenza? leggi tutto »
Giustizia sia fatta
“È stato giustiziato...” significa morto legalmente in nome della legge.
Ma è omicidio. leggi tutto »
A onor del vero
La lunga strada della giustizia leggi tutto »
A corte
Volevo sapere se un cittadino può rivolgersi (scrivere) direttamente alla Corte dei Conti e alla Corte Costituzionale. Gradirei una vostra risposta. Emo Picchi, lettera leggi tutto »
Nel nome del nonno
La lotta alla mafia si combatte su più fronti. Ci sono i giudici, c’è la società civile e c’è la scuola. La moglie del giudice Antonino Caponnetto ci racconta gli anni dell’antimafia a fianco del marito e ci spiega l’importanza dell’impegno civile contro tutte le mafie.
La sede della Fondazione Antonino Caponnetto si trova a Firenze, nell’appartamento del giudice che ha “inventato” il pool antimafia di Palermo. In questo salotto si sono incontrati simbolicamente tutti i protagonisti della straordinaria stagione che ha portato al maxi processo contro i capi mafiosi. C’erano Falcone e Borsellino in prima fila. La signora Elisabetta Baldi Caponnetto, moglie del giudice scomparso sei anni fa, ricorda quei giorni come i più intensi e travagliati, ma anche fecondi e straordinari perché per la prima volta abbiamo avuto centinaia di condanne all’ergastolo definitivamente confermate nel 1992 dalla cassazione. leggi tutto »











