Misure di sicurezza
La sicurezza sui luoghi di lavoro in un convegno organizzato da Coop: tutto quello che è stato fatto e c’è ancora da fare per la prevenzione degli infortuni e la tutela dei lavoratori.
La sicurezza sui luoghi di lavoro è importante anche in realtà produttive teoricamente a basso rischio dove esistono operazioni che richiedono mestiere e cultura della prevenzione. Movimentare la merce in un supermercato, caricare uno scaffale dei surgelati, disossare un prosciutto nascondono insidie da non sottovalutare e per evitare le quali occorre un approccio globale alla cultura della sicurezza che coinvolga soprattutto i dipendenti. È di questo che si è discusso il 9 giugno scorso durante un convegno sul tema “La prevenzione, un percorso di crescita culturale all’interno di una cooperativa di consumatoriâ€. «Non sempre, infatti, basta il rispetto delle normative esistenti, sulle quali Coop è estremamente intransigente, per fare cultura della prevenzione – ha detto Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno durante il dibattito coordinato dal direttore del quotidiano “Il Tirrenoâ€, Robertò Bernabò –. leggi tutto »
Diritto e rovescio del lavoro
Il mondo del lavoro oggi e domani secondo il sociologo Luciano Gallino.
«Sul piano dell’occupazione il futuro si prospetta molto critico per almeno due o tre anni, se non di più», parola di Luciano Gallino, professore ordinario di Sociologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Torino, sociologo, tra i più attenti osservatori del mondo del lavoro.
Professore, perché ancora due o tre anni? «Ci sono dati su cui concordano i numerosi rapporti internazionali, di agenzie e istituti di ricerca. Non dimentichiamo che l’esperienza di precedenti crisi economiche dice che per tornare a recuperare in pieno i livelli occupazionali dopo una grande crisi servono mediamente 7 anni. leggi tutto »
Posti liberi
307mila disoccupati in più rispetto allo scorso anno, un tasso di disoccupazione all’8,6 per cento, con il 26,8 dei giovani in cerca di lavoro, centinaia di migliaia di persone che usufruiscono degli ammortizzatori sociali e quelli che un posto hanno smesso di cercarlo. L’Italia del lavoro che non c’è.
Gli ultimi dati disponibili sono quelli di gennaio 2010 e sono dati drammatici. Il tasso di disoccupazione in Italia è arrivato all’8,6 per cento, cioè 307mila disoccupati in più rispetto al gennaio del 2009. Le persone in cerca di occupazione sono 2 milioni e 144mila, ma nella fascia tra i 15 e i 64 anni gli inattivi sono ben 14 milioni e 871mila. La disoccupazione morde e colpisce soprattutto i giovani, perché nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni a essere in cerca di un lavoro è addirittura il 26,8 per cento. E in aggiunta a queste cifre le centinaia di migliaia di persone che stanno usufruendo degli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, nella speranza che la fase di difficoltà della loro azienda sia transitoria e non strutturale. leggi tutto »
Lavoro nero
Ultraflessibile, senza diritti, senza possibilità di rivendicarli. Ecco come il migrante, meglio se clandestino, finisce nell’abisso del lavoro nero e dell’economia irregolare. Quella che rappresenta il 19 per cento del Pil, quella che riduce in schiavitù gli esseri umani nelle campagne del Mezzogiorno.
Sono i nuovi schiavi del Terzo Millennio, carne da macello senza diritti e senza voce, esseri umani privi di umanità dei quali un’economia sempre più nera, in cui non di rado si insinua il cancro della malavita, ha un bisogno sfrenato. In Italia quasi il 19 per cento del Pil viene dal sommerso, mentre la media europea è solo del 5 per cento. Forse non è un caso che un’economia basata in gran parte sul lavoro irregolare abbia bisogno di queste figure di lavoratori ultraflessibili, che non hanno diritti e non possono rivendicarli. leggi tutto »
Noi siamo i giovani
Sempre meno, sempre più precari, sempre più lontani dalle libere professioni e dalla ricerca. Ma sui giovani in Italia non si investe.
L’Italia non è un paese di giovani e non è un paese per giovani. Concetti ribaditi e confermati più volte nel corso degli ultimi anni da ricercatori e studiosi, ma che sono ancora più – drammaticamente – veri in questi mesi di crisi economica. Una crisi che ha rallentato l’attività di molte imprese e soprattutto aumentato il numero dei disoccupati. Secondo i dati diffusi a fine settembre siamo a quota 378mila posti persi in un anno (tasso di disoccupazione del 7,4 per cento) e con 434mila persone in più che un lavoro hanno rinunciato a cercarlo. leggi tutto »
Sei forte papÃ
La gratitudine di un figlio verso un padre maestro d’onestà , con grande senso dello stato. leggi tutto »
Gente a posto
Mentre la crisi produce disoccupazione, cassa integrazione e precariato, Unicoop Tirreno stabilizza 450 contratti a tempo determinato. Ecco come agisce la Cooperativa per riaffermare la sua distintività anche verso i dipendenti.
Il 2008 si è chiuso con 1.216 milioni di vendite di Gruppo (sul 2007 + 6,1% negli InCoop, + 1,3% nei Super e -7,6% negli Iper, a rete omogenea), 817.000 soci (+ 5,6%), 134.600 soci prestatori (+ 4,5%), vendite a soci oltre il 63%, oltre 6.000 dipendenti, 114 punti vendita. Unicoop Tirreno ha investito 81 milioni per ampliare e riqualificare la rete vendita e la logistica: aperto l’Iper a Roma Eur, gli InCoop a Fornoli (LU) e Scansano (GR), un nuovo magazzino ad Anagni (FR) e ristrutturati alcuni punti vendita. Come si ricorda nella relazione del Consiglio d’Amministrazione “questo risultato è stato conseguito nel corso di un anno che si è dimostrato molto difficile per la Grande Distribuzione italiana. leggi tutto »












