Scelta di campo

Una ricerca francese sembra dimostrare la tossicità degli organismi geneticamente modificati, ma alcuni scienziati ne contestano i risultati; intanto una sentenza della Corte europea rischia di avvicinare il via libera alla coltivazione in Italia del mais transgenico, mentre l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che dovrebbe essere indipendente, forse non lo è del tutto. Il dibattito sulla sicurezza degli ogm è più aperto e acceso che mai.

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Gli ogm sono ora al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica europea e mondiale, ma da anni il tema degli organismi geneticamente modificati suscita un dibattito acceso. Si incrociano aspetti diversi, legati all’evoluzione della ricerca scientifica, al peso del denaro nel condizionare la libertà di questa ricerca, ai timori che, specie in Europa, sono presenti nella maggioranza della popolazione, per finire col tema della complicata relazione tra un’agricolturabasata su prodotti tipici e di alta qualità e l’idea di un’agricoltura in cui tipicità e diversità territoriali lasciano il passo a brevetti proprietà di grandi multinazionali. Vale la pena ricordare che in Europa gli ogm sono presenti in molti prodotti importati, ma c’è un solo tipo di mais di cui è autorizzata la coltivazione e, in più, numerosi paesi hanno comunque già detto di no all’introduzione degli ogm nelle loro campagne. leggi tutto »

Ovvero la felicità

Che cos’è la “felicità” oggi? Lo abbiamo chiesto ad Adriano Fabris, professore di filosofia morale ed etica della comunicazione all’Università degli Studi di Pisa.

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«Cominciamo col dire che mai come oggi ci s’interroga tanto su questo argomento. Si moltiplicano libri, pubblicazioni, convegni. Questo è un segno di disagio. Se infatti siamo così felici come sembriamo, perché interrogarci sulla felicità?». Disagio? «Sì. E il disagio forse nasce dal fatto che non sappiamo che cos’è la felicità. Chiediamolo ai grandi pensatori del passato. Sono sostanzialmente tre i filoni di pensiero: il primo considera felicità l’equilibrio tra le diverse parti del sé; il secondo è rappresentato dalla dottrina per la quale essere felici significa perseverare nella virtù, per il terzo felicità consiste nell’ottenimento di tutto ciò che mi dà gioia e piacere». leggi tutto »

Felici e scontenti

salute, relazioni familiari profonde e amicizie solide. È questa la ricetta della felicità? Ovvio, eppure non lo è. E di certo il Pil – prodotto interno lordo – da solo non ci dà la misura del reale benessere di un paese, meno che mai di ognuno dei suoi abitanti.

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I soldi non danno la felicità, ma aiutano. E parecchio anche. Due luoghi comuni nella stessa frase sono utili a capire meglio di che parliamo quando mettiamo in relazione un bene materiale e tangibile come il denaro (con tutto ciò che ci permette di fare, comprare, costruire, realizzare) e la felicità, cioè quello stato di appagamento – possibilmente duraturo – che ognuno di noi, indipendentemente dalla posizione che occupa nella società, cerca di conseguire per sé e per chi gli è vicino. «L’adagio è vero, ma il punto in realtà è a che prezzo si ottiene la prosperità economica, i soldi di per sé non fanno male, ma il gioco non vale la candela se il prezzo è la desertificazione dei rapporti – spiega Stefano Bartolini, professore di economia politica e sociale all’Università di Siena –. leggi tutto »

Attrazione criminale

La lettera di un lettore di Nuovo Consumo su TV e cronaca nera. Risponde il Direttore.

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Gentile direttore, vorrei sapere cosa pensa di questa patologica morbosità televisiva che tratta la cronaca nera alla stregua di un fotoromanzo da quattro soldi. Ogni fatto di sangue, meglio se con bella ragazza violentata da un parente stretto, viene spettacolarizzato a beneficio dei più incalliti voyeurs. Trasmissioni della mattina, del pomeriggio e della sera si sfidano in continuazione non a raccontarci cosa sta succedendo in questo paese stravolto dalla crisi economica, dalla disoccupazione e dall’incerto futuro dei giovani, ma a scavare ossessivamente nei torbidi risvolti di delitti che nascono dalle più turpi bassezze umane. leggi tutto »

Scelta di campo

A Castel Volturno nei campi di volontariato organizzati da Libera, Arci e Coop insieme ai ragazzi provenienti da tutta Italia che hanno scelto di impegnarsi a fianco delle cooperative nate sui beni confiscati alle mafie.

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All’appuntamento di Castel Volturno erano in tanti il primo settembre scorso. C’erano i ragazzi arrivati da varie città d’Italia per contribuire a realizzare il progetto di un caseificio e di una fattoria didattica nei beni confiscati al boss Michele Zaza. C’era don Luigi Ciotti, presidente di Libera, c’era Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop. E c’era Valerio Taglione, il presidente del “Comitato don Peppe Diana”, il prete ucciso dalla camorra. Con loro anche i rappresentanti delle forze dell’ordine e altri esponenti di primo piano impegnati nella lotta al crimine e all’illegalità che purtroppo ancora “inquina” quei territori. leggi tutto »

Misure di sicurezza

La sicurezza sui luoghi di lavoro in un convegno organizzato da Coop: tutto quello che è stato fatto e c’è ancora da fare per la prevenzione degli infortuni e la tutela dei lavoratori.

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La sicurezza sui luoghi di lavoro è importante anche in realtà produttive teoricamente a basso rischio dove esistono operazioni che richiedono mestiere e cultura della prevenzione. Movimentare la merce in un supermercato, caricare uno scaffale dei surgelati, disossare un prosciutto nascondono insidie da non sottovalutare e per evitare le quali occorre un approccio globale alla cultura della sicurezza che coinvolga soprattutto i dipendenti. È di questo che si è discusso il 9 giugno scorso durante un convegno sul tema “La prevenzione, un percorso di crescita culturale all’interno di una cooperativa di consumatori”. «Non sempre, infatti, basta il rispetto delle normative esistenti, sulle quali Coop è estremamente intransigente, per fare cultura della prevenzione – ha detto Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno durante il dibattito coordinato dal direttore del quotidiano “Il Tirreno”, Robertò Bernabò –. leggi tutto »

Telecamera con vista

Con le nuove frontiere della videosorveglianza i ladri d’appartamento hanno i giorni contati.

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Chi si allontana da casa per le vacanze lo fa sempre con un velo d’ansia, barcamenandosi tra porte blindate, lucchetti e sistemi di sicurezza più o meno artigianali nel timore di tornare dalle ferie con la brutta sorpresa di vedere il proprio appartamento a soqquadro dai ladri, che d’estate sembrano moltiplicarsi. Per venire incontro alle esigenze della sicurezza, non solo estiva, ecco che sbarca sul mercato la nuova generazione di videocamere di sorveglianza. Piccole, leggere, poco costose, ma soprattutto, web-compatibili. leggi tutto »