Te lo assicuro

Solida, affidabile, concreta. Così deve essere un’assicuratrice e così è quella dello spot PosteAssicura, con Gabriel Garko come testimonial, che la sa lunga sul suo mestiere e… sugli uomini.

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Se doveste affidarvi a un agente assicurativo preferireste una persona con la testa fra le nuvole, un sognatore che vi propone cose allettanti che non controlla o piuttosto una persona solida, magari anche un po’ scafata e con una punta di realismo, anche un po’ cinico, insomma una persona che la sa lunga? Ovviamente la domanda è retorica e nessuno avrebbe dubbi a scegliere per la seconda opzione. Ma i due caratteri sono entrambi sfruttati in uno spot realizzato per il lancio di PosteAssicura, la Compagnia del Gruppo che opera nel ramo danni e che illustra un nuovo servizio assicurativo proposto dalle Poste Italiane.
Lo spot ha la frizzante e ironica regia di Paolo Virzì ed è firmata dalla Agenzia Ogilvy. È il secondo episodio di una campagna pubblicitaria che utilizza come attori sia dei veri dipendenti delle Poste sia, come speciali testimonial, delle star del grande e piccolo schermo, ed è ambientato in un vero ufficio postale (quello di Cinecittà). Dopo Massimo Ghini che vestiva i panni di un simpatico Robin Hood, è Gabriel Garko il nuovo testimonial che compare nell’ufficio postale nei panni di un attore dall’aria seducente e dall’atteggiamento piuttosto “fatale” con un giubbetto tutto fumante e bruciacchiato, reduce da una scena di un film d’azione. Naturalmente l’impiegata, che è anche una bella ragazza, prendendo spunto dalle particolari condizioni del giubbetto dell’attore, gli propone un’assicurazione sulla vita, ideale per un uomo che corre tanti rischi sulla scena. Per tutta risposta Garko, sfruttando lo stesso tema, le fa la corte dicendole: «Sai che io e te faremmo fuoco e fiamme?».
Ma la bella impiegata non si lascia sedurre e con presenza di spirito risponde a tono: «E va beh, spegnamole!». Così dicendo soffia su un piccolo focolaio annidato sulla manica dell’attore che se ne va comunque compiaciuto e divertito. Ma mentre esce una signora non più giovanissima sospira a mezza voce: «Ti mangerei!». Al che la bella impiegata, rivolgendosi a lei, commenta: «Figurati se quello pensa a noi!». È una doppia vittoria, perché ha superato la prova della seduzione e quella del giudizio di realtà. È anche il colpo di genio di Virzì che con il suo tipico sguardo penetrante e disincantato riesce a dare alla bella assicuratrice il carattere giusto per il suo ruolo: propositivo e concreto, in bella contrapposizione alle vane fantasticherie dell’altra figura femminile

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