Tempo al tempo
Attività, servizi, competenze che i correntisti delle Banche del Tempo offrono agli altri. Quando il valore non è dato dal denaro, ma dal “dare e avere” qualche ora per aiutarsi a vicenda, il tempo è davvero prezioso.
Andare in banca, aprire un conto corrente, depositare il proprio gruzzoletto e all’occorrenza ritirare la somma di cui si ha bisogno. Nulla di strano o di anomalo, eccetto la moneta da versare e ritirare: il tempo. Già, perché agli sportelli delle tante Banche del Tempo (BdT) disseminate sul territorio nazionale, l’unica valuta accettata è il proprio monte ore.
«Come qualunque altro Istituto di credito anche le BdT si basano sulle transazioni: la moneta di scambio, però, non è il denaro bensì attività, servizi, saperi o competenze il cui valore è conteggiato in singole ore» spiega Daniela Ducato del coordinamento di Tempomat (www.tempomat.it), l’Osservatorio nazionale sulle Banche del Tempo che dal 1995 monitora, studia e si occupa di divulgare l’idea di queste associazioni. Moneta “calda” che possiede una storia, che porta in sé il calore umano della relazione, il proprio tempo diventa il mezzo per soddisfare il bisogno di qualcun altro in cambio della scoperta, a volte sorprendente, di avere anche noi necessità del tempo altrui. Attività, servizi, competenze che i correntisti delle Banche del Tempo offrono agli altri. Quando il valore non è dato dal denaro, ma dal “dare e avere” qualche ora per aiutarsi a vicenda, il tempo è davvero prezioso.
Libero scambio «La filosofia alla base delle Banche del Tempo punta a recuperare l’antica e saggia abitudine di dare e ricevere aiuto abolendo qualunque monetizzazione» sottolinea Ducato, correntista dal 1997 di una delle prime sei BdT d’Italia. In quest’ottica, l’“aver bisogno” raramente coincide con la povertà materiale tanto che l’adesione ad una BdT è per lo più motivata dal desiderio di sperimentare una dimensione diversa delle relazioni umane. «In Italia – continua l’esponente di Tempomat – le prime BdT nascono in Emilia Romagna, territorio con una rete di servizi sociali eccezionali che tuttavia non sono riusciti a sostituire l’autenticità e gratuità di certi rapporti umani». Ecco allora che chiunque può diventare correntista di una BdT: la casalinga, il pensionato, lo studente, il professionista, l’amante degli animali, il giardiniere o la cuoca. «Perché ognuno è in grado di offrire del tempo utile per qualcun altro e, al tempo stesso, è “bisognoso” di qualcosa ». Non è un caso, peraltro, che le BdT che funzionano meglio siano quelle dove c’è maggiore varietà di correntisti e dunque una più alta possibilità di scambi. «Più ore si scambiano, più si movimenta il capitale, più si crea ricchezza: l’abilità di gestione si misura con la capacità di far circolare bene le ore depositate incrociando al meglio domanda e offerta », sottolinea Ducato. In questo modo non si diventa debitori o creditori di una persona, ma lo si diventa nei confronti della banca che potrà coprire porzioni più o meno ampie di territorio. Il quartiere, la scuola, l’ospedale cittadino, ma anche il condominio come testimonia la tendenza in crescita negli ultimi tempi. «L’elemento innovativo di queste particolari associazioni di persone – conclude Ducato – è che lo scambio avviene per lo più tra sconosciuti, spesso non affini, che si incrociano disegnando incastri di geografi e umane altrimenti immaginabili ». Un laboratorio ideale per superare diffidenze, abbattere pregiudizi, smussare e ridurre le differenze migliorando al contempo la qualità della propria vita.
Tuttora
Il tempo più che denaro è regalo. La mamma sogna da sempre un orto in giardino. Il nonno aspira ad usare il computer. La nuora non sa come potare rose e bonsai. Il cuginetto vuole suonare la chitarra elettrica. Bando ai soliti manuali fai da te o ai kit che promettono miracoli in poche mosse, quest’anno sotto l’albero parenti e amici potrebbero trovare originali “pacchetti ore-tempo” per assecondare le proprie passioni: basta rivolgersi alla BdT più vicina, aprire un conto corrente mettendo a disposizione lo stesso monte ore che si intende regalare e vedere se tra gli altri correntisti c’è un esperto in botanica, un informatico o un giovane chitarrista. Mettendo in banca il proprio tempo si potrà fare un regalo utile e gradito ai propri cari e, perché no?, anche a se stessi.












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