Terzo canale

Coop si oppone allo smantellamento della liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco e con il suo presidente, Aldo Soldi, rilancia e propone di ampliare il servizio offerto ai consumatori, estendendolo ai farmaci di fascia C. Creando magari un terzo canale di prodotti da automedicazione che possano essere venduti anche senza obbligo del farmacista.

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«La nostra posizione è chiara. Crediamo che quanto è stato fatto fino ad ora sul versante della liberalizzazione dei farmaci sia stato un bene per i consumatori che hanno potuto godere di un maggiore servizio e di prezzi più bassi». Aldo Soldi, presidente dell’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori, non ha dubbi. Confortato dai dati e dal consenso dei consumatori, auspica che il processo di liberalizzazione della vendita dei farmaci non venga interrotto o annullato, ma semmai incentivato e allargato anche ad altre tipologie di farmaci.

Il governo però sembra intenzionato a rivedere le norme sulla liberalizzazione dei farmaci da banco. «Le attuali proposte di legge o le iniziative del governo ci pare propongano, chi in un modo chi in un altro, scenari di limitazione che Coop non può condividere. Al contrario, proprio l’esperienza fatta e il gradimento ottenuto ci dicono che è importante andare avanti».

Cosa propone Coop? «Noi proponiamo che i due canali distributivi attuali, ovvero farmacie e parafarmacie alle quali sono assimilabili i corner della Grande Distribuzione, continuino – ciascuno nel proprio ruolo – a svolgere la loro funzione. Riteniamo peraltro che proprio la presenza dei farmacisti, come previsto dalla legge anche nel caso dei corner della Grande Distribuzione, qualifichi al meglio anche questo secondo canale distributivo e renda quindi possibile ampliare il servizio offerto ai consumatori, estendendolo ai farmaci di fascia C (ovvero i farmaci ottenibili con prescrizione medica, ma pagati dall’utente e quindi non a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ndr)».

La presenza del farmacista dunque per Coop rimane fondamentale? «Per alcune tipologie di prodotti non c’è dubbio che la professionalità del farmacista è importante. Tuttavia, fermo restando l’evidente opportunità che i due canali suddetti permangano e anzi si integrino al meglio, come ulteriore richiesta avanziamo anche la possibilità di creare un terzo canale distributivo più ridotto nella quantità di farmaci e nella loro tipologia includendo in questo canale un elenco di farmaci da banco (Otc e Sop) che per la loro larga diffusione possano essere venduti direttamente, senza obbligo del farmacista, in linea con quanto succede in altri paesi europei dove il processo di liberalizzazione è molto più avanzato. Questo consentirebbe di allargare il servizio anche nei punti vendita che, per dimensioni, non possono ospitare il CoopSalute».

Prima dell’approvazione della liberalizzazione della vendita dei prodotti farmaceutici da banco c’era chi paventava abbuffate di tachipirine da parte dei consumatori. «Nessuno dei negativi effetti collaterali a suo tempo denunciati dagli oppositori della liberalizzazione si sono dimostrati reali; non solo non c’è stato il presunto abuso di medicinali che da lì sarebbe derivato, ma non si sono viste nemmeno le chiusure di esercizi farmaceutici già in essere come qualcuno temeva».

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