Ti telefono o no

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Pazzi per il “touch screen”. Un anno dopo il lancio dell’i-Phone, il telefono della Apple, il mercato italiano dei cellulari sembra ormai orientato verso i modelli che permettono di essere utilizzati navigando con il dito sullo schermo. Tutti i produttori più grandi hanno inserito almeno uno di questi modelli nel loro listino, consci del fatto che per l’hi-tech gli italiani sono disposti a fare qualche strappo alla regola che prevede, di questi tempi, una generale propensione al risparmio.

Ma come orientarsi per investire al meglio i propri soldi su uno di questi gioielli della tecnologia? Gli acquirenti, dicono gli esperti di mercato, nella scelta del cellulare privilegiano grandezza e risoluzione del display e la qualità della fotocamera.

un po’ di tatto Parlando di telefonini con interfaccia tattile naturalmente è lo schermo, e la sua risoluzione grafica, a predominare al momento dell’acquisto. Lo sanno bene i grandi marchi che partono da un minimo sotto i 3 pollici fino a sfiorare i 4 pollici. Ma se la mania del touch ha ormai contagiato molti, chi ci si avvicina per la prima volta non dovrebbe sottovalutare l’impatto che ha l’assenza di pulsanti veri e propri. La prima reazione, di fronte a uno schermo tattile, è quasi naturale: “E la tastiera dov’è?”.

Abituati a tamburellare sui pulsanti del proprio cellulare con una certa disinvoltura, si rimane un po’ smarriti quando le stesse operazioni devono essere ripetute su un touch screen. Senza tasti “fisici” da pigiare. Certo, tutto si supera, ma in molti casi è sempre meglio optare per un modello che preveda, oltre al touch screen, anche una tastiera classica (cosa, per esempio, che non prevedono i modelli della Apple). In ogni caso, prima dell’acquisto è indispensabile valutare quanto un prodotto è adatto alla propria “taglia”. Ovvero la dimensione dei tasti (anche solo virtuali) e delle icone, rispetto alle proprie dita.

La connettività è un altro dei criteri fondamentali per chi è alla ricerca di un apparecchio di ultima generazione, che tra le sue funzioni più pubblicizzate ha quella di connettersi alla rete internet e di scaricare le mail (oltre che di chattare, accedere a Facebook o a Youtube). E qui gran parte dei modelli in commercio prevede la veloce connessione Umts-Hsdpa, in grado di garantire un’ottima capacità di navigazione, oltre alla possibilità di utilizzare il Wi-fi per agganciare – quando c’è – una rete adsl.

foto modello Tra le funzioni intramontabili, una delle preferite dai consumatori – come già detto – resta la fotocamera. Ma sulla qualità offerta dai cellulari sul mercato è il caso di fare molta attenzione. Per scattare ottime foto dal telefonino, infatti, non basta spendere un capitale (visto che, tanto per fare un esempio, il costoso i-Phone 3G si limita ad appena 2 megapixel di risoluzione che salgono a 3 per il nuovo 3GS). In fatto di fotocamera, l’eccellenza prevede modelli con risoluzione dai 3 megapixel in su. Ma esistono anche modelli con ottica simile a quelle delle macchine fotografiche vere e proprie. Ultima delle funzioni considerate irrinunciabili (specie dai più giovani) è il lettore mp3. Qui le soluzioni sono davvero tante e si basano su software che permettono diverse modalità di ascolto e selezione di brani. Con lo shake control si cambia brano scuotendo il cellulare, oppure, attivando la TrackId sul display, appare il titolo del brano che si sta ascoltando magari alla radio. O ancora, con la funzione SenseMe si può scegliere una playlist “ad hoc” in base a un grafico cartesiano dell’umore. E ci sono perfino modelli che puntano sulla possibilità di scaricare gratuitamente brani per un anno (come il Nokia 5800 XpressMusic).

degno di memoria Attenzione però: con l’aumento delle potenzialità (e con l’accumularsi dei brani che archiviamo), cresce il bisogno di spazio. Ovvero di memoria a disposizione. Ormai lo standard “minimo” (per chi mette musica e foto sul cellulare) è di 4 GB, ma chi vuole vedere sullo schermo anche film dovrà optare per un apparecchio più capiente, o almeno con una memoria espandibile. E chi ha, invece, come unica vocazione quella... di poter telefonare? A quanti non desiderano complicazioni e pretendono che il cellulare faccia semplicemente il mestiere per cui è nato e sia facile da usare, il mercato offre molte soddisfazioni. I modelli “basic”, infatti, costano pochissimo e basandosi su una tecnologia ormai collaudata, svolgono egregiamente la propria funzione. Semmai l’unica difficoltà è nella scelta della taglia. I telefonini, infatti, sono oramai vere e proprie miniature. Se la riduzione delle dimensioni può essere comoda per portarlo in tasca o in borsetta, non sempre un apparecchio microscopico è pratico tanto per parlare che per comporre numeri o messaggi sullo schermo. Anche in questo caso, dunque, la verifica “sul campo” è insostituibile: provate a maneggiare la tastiera del telefono e ad avvicinarlo all’orecchio, prima di decidervi all’acquisto.

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Niente telefonino ai bambini. Sono in molti a pensare che debba esserci un’età limite per i piccoli fruitori del cellulare e non solo in Italia. In Francia, per esempio, il ministro dell’Ambiente Jean-Louis Borloo aveva addirittura lanciato una proposta di legge per vietare la vendita di telefonini “pensati” per i bambini sotto i 6 anni e regolamentare l’uso dei cellulari per i minori di 12. Pur senza arrivare a provvedimenti di legge, un po’ di cautela sarebbe d’obbligo, visti i ricorrenti allarmi degli esperti.

L’ultimo viene da una ricerca svedese sui danni che le onde elettromagnetiche provocherebbero alla salute e in particolar modo a quella di bambini e adolescenti. In Italia, però, i moniti degli scienziati non sembrano convincere i genitori. Siamo, infatti, tra i più affezionati al telefonino: secondo le rilevazioni statistiche più recenti, lo possiede circa il 130 per cento della popolazione. Che fa, in media, più di uno a testa. E a tutte le età: anche i più piccoli, sotto i 12 o addirittura i 6 anni, per gioco, per emulazione o per necessità (degli adulti), hanno contribuito a far lievitare la domanda, attirando l’attenzione dei produttori di tecnologia mobile. Che hanno inondato il mercato di piccoli congegni colorati dall’interfaccia grafica essenziale: pochi tasti, per ricevere o inviare chiamate a numeri predefiniti e per accendere e spegnere il telefono, e il gioco è fatto.

Eppure da anni studiosi e ricercatori mettono in guardia sulla nocività dei cellulari. Secondo Lennart Hardell, epidemiologo del dipartimento di oncologia dell’Ospedale universitario di Orebro, in Svezia, che una delle più recenti ricerche su telefonini e salute, i bambini sotto i 12 anni dovrebbero usare il telefonino “solo in casi di emergenza”. E gli adolescenti dovrebbero servirsi dei congegni “viva voce” e concentrarsi piuttosto sui messaggini. Non basta: misure cautelative dovrebbero essere adottate fino a 20 anni, quando il cervello arriva al suo completo sviluppo.