Tipo tosto
Forse non è dotazione immancabile di ogni casa, come avviene negli Stati Uniti, ma il tostapane, anche al di qua dell’oceano è considerato uno degli oggetti più comuni delle nostre cucine. E in pochi sanno che questo apparecchio ha appena superato il secolo di vita. Il primo modello, infatti, fu inventato nel 1905 da Frank Shailor e solo nel 1909 arrivò, attraverso la General Electric, sui banchi dei negozi americani. All’epoca si trattava di un elettrodomestico assai semplice: una serie di resistenze in serie e una griglia su cui si appoggiavano le fette di pane da abbrustolire. Solo 10 anni più tardi comparve il primo timer per limitare il tempo di accensione e impedire che una disattenzione carbonizzasse i preziosi toast.
in fetta e furia Da allora, naturalmente, molto è cambiato e oggi anche per acquistare un “semplice” tostapane è bene presentarsi davanti agli scaffali con le idee chiare se non si vuole correre il rischio di trovarsi in cucina un apparecchio che ha troppe funzioni rispetto alle nostre esigenze o, al contrario, non riesce ad accontentare tutte le nostre richieste. La prima distinzione da fare è tra i modelli più tradizionali, cosiddetti verticali, e quelli a piastre orizzontali.
I primi, più classici, permettono di dorare bene il pane (sotto questo aspetto sono praticamente insuperabili, visto che consentono l’uniformità di cottura su entrambi i lati) e normalmente sono dotati di un meccanismo di espulsione delle fette che consente all’utente di evitare di bruciarsi nell’uso dell’apparecchio. I tostapane a piastre, invece, risultano sicuramente più comodi per chi è abituato a prepararsi sandwiches farciti (magari con formaggio da fondere), possono avere piastre lisce o rigate o perfino sagomate in modo da riprodurre il personaggio di qualche cartone sul pane. È importante, ovviamente, che il materiale delle piastre sia antiaderente e garantisca una buona tenuta nel tempo.
pane in cassetto A prescindere da quale sia la tipologia scelta, però, una prima caratteristica da controllare bene è che si tratti di apparecchi facilmente accessibili per ogni operazione di pulizia. Nel caso dei tostapane verticali, per esempio, i modelli più pratici hanno un cassetto estraibile sul fondo che permette di accedere facilmente all’interno e gettare via le inevitabili briciole che si raccolgono in fondo all’apparecchio. Per quelli orizzontali, invece, l’ideale è scegliere quelli con le piastre rimovibili: in questo modo queste si possono lavare a parte (evitando di bagnare la parte elettrica) e allo stesso tempo è più facile anche all’accesso a eventuali resti finiti all’interno della macchina. A questo punto – e solo dopo aver valutato il fattore sicurezza che, come spieghiamo nel box, è fondamentale – potrete dedicarvi alla scelta del modello con le funzioni più comode per l’uso che ne fate. Una abbastanza comoda per i distratti è quella del timer. Prendendoci la mano, infatti, quest’opzione che consente di far spegnere il riscaldamento dopo che è passato il tempo impostato dall’utente, può risultare assai preziosa per evitare che la vostra colazione (o la merenda) vada in fumo se magari siete impegnati in altre cose. Altra funzione sempre più diffusa nei moderni tostapane è l’opzione scongelamento o quella di riscaldamento del pane raffermo. Nel primo caso si possono inserire le fette ancora surgelate nella macchina, mentre la seconda è utile per scaldare senza tostare il pane (in alcuni casi, anche dei pezzi più piccoli di una fettina), facendogli riprendere un po’ di fragranza perduta con la conservazione casalinga.
Quanto alle dimensioni l’unico consiglio è di farsi bene i calcoli: esistono apparecchi da single (che sfornano un toast alla volta), da coppia, da famiglia (che arrivano a ospitare quattro toast)... Tenete conto che si tratta di un apparecchio assai avido di energia e dunque se non lo utilizzate appieno consumate inutilmente Watt. E, visti i tempi che corrono (e i costi delle bollette), il toast potrebbe costarvi addirittura più caro che al bar.












