Tossico indipendenza
Dopo Puma e Nike anche Adidas ha annunciato che diventerà toxic-free.
La campagna Detox di Greenpeace ha messo a segno una tripla vittoria: dopo Puma e Nike anche Adidas ha annunciato che diventerà toxic-free. I tre maggiori marchi dell’abbigliamento sportivo si sono impegnati pubblicamente a ridurre a zero il rilascio di sostanze chimiche pericolose in tutta la loro filiera produttiva e nei prodotti entro il 2020. È una vittoria per il nostro Pianeta e per milioni di persone in Cina e altrove che dipendono dai fiumi per l’acqua potabile e l’agricoltura.
Con le inchieste Panni sporchi e Panni sporchi 2 Greenpeace ha fatto suonare l’allarme. Nel primo caso, l’organizzazione ha denunciato l’esistenza di rapporti commerciali tra le più famose marche d’abbigliamento e aziende produttrici responsabili per il rilascio di sostanze tossiche inquinanti nei fiumi cinesi. Nel secondo ha poi fornito ulteriori prove che sostanze chimiche persistenti nell’ambiente, bioaccumulanti (cioè che si accumulano lungo la catena alimentare) e capaci di alterare il sistema ormonale dell’uomo – come il nonilfenolo – vengono usate nel processo di manifattura da più di 14 marchi internazionali, tra cui Kappa, H&M e Abercrombie&Fitch. I risultati delle ricerche di Greenpeace sono solo la punta di un iceberg. L’uso di composti pericolosi nell’industria tessile è un problema globale che rischia di intossicare le acque di tutto il mondo. Puma, Nike e Adidas finalmente lo ammettono: non esistono “livelli sicuri” di sostanze tossiche e solo una politica di “scarichi zero” può fermare l’industria che inquina le nostre acque con i composti chimici.
Nei prossimi mesi gli esperti di Greenpeace si confronteranno con tutte queste aziende per garantire che gli annunci pubblici si trasformino in fatti concreti. La campagna Detox ha ancora molta strada da fare, ma grazie alla partecipazione di migliaia di persone stiamo vincendo. Se in tanti non avessero sfidato i grandi marchi dello sport, facendosi sentire attraverso il sito web di Greenpeace, aprire la strada a un futuro libero da sostanze tossiche avrebbe richiesto molto più tempo.










