Una settimana a Corleone

Quattordici donne e una bambina nelle terre confiscate a Totò Riina e Bernardo Provenzano.

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A maggio quindici volontarie tra dipendenti, socie e consigliere d’amministrazione di Unicoop Tirreno hanno trascorso una settimana a Corleone (PA) al lavoro nelle terre confiscate alla mafia. L’idea era nata nel luglio 2008, in occasione della visita da parte di una delegazione della Cooperativa su quei terreni una volta appartenuti ai boss mafiosi dai quali oggi – grazie alla legge che ne consente la confisca prima e l’affido a cooperative agricole e sociali poi – provengono i prodotti (pasta, vino, olio, passata di pomodoro, taralli) che Coop acquista e distribuisce con il marchio Libera Terra.

Il gruppo – ribattezzato “Le Corleonesse” – è nato spontaneamente e con un rapido passaparola. Grazie alla collaborazione dell’Arci le volontarie hanno trascorso sei giorni con i ragazzi della piccola e coraggiosa cooperativa Lavoro E Non Solo (di cui Unicoop Tirreno è socia sostenitrice, ndr) tra filari di Chardonnay e Nero d’Avola, una volta di proprietà del boss dei boss Bernardo Provenzano, locali da pulire, lenticchie da confezionare e turni in cucina.

liberArci dalle spine Hanno alloggiato nel centro del paese, in via Crispi, nella casa confiscata ai nipoti di Totò Riina. Ogni giorno, a turno, due di loro sono rimaste a casa per occuparsi delle pulizie e dei pasti, come fanno i ragazzi che d’estate prendono parte ai campi di lavoro “LiberArci dalle Spine” organizzati dall’Arci. Fatti anche incontri emozionanti e memorabili come quello con Giacomo e Mario, i due anziani sopravvissuti alla strage di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, l’ex sindaco di Corleone – sotto perenne scorta – Pippo Cipriani, Dino Paternostro della Camera del Lavoro di Corleone, Giovanni fratello di Peppino Impastato, il giornalista antimafia assassinato 31 anni fa, la cui vita è narrata nel film I cento passi, l’assessore ai beni confiscati del comune di Bagheria Pietro Pagano.

L’ultimo edificio visitato dalle volontarie è stata una villa a picco sul mare con ben trentasei stanze confiscata al boss Pino Greco, detto Scarpa. Una costruzione abusiva che “nessuno aveva mai visto” e che in un futuro prossimo potrebbe diventare la sede della Guardia Costiera. Il viaggio è stato organizzato autonomamente dalle volontarie che hanno utilizzato le proprie ferie e sostenuto i costi di viaggio, vitto e alloggio.

Chiunque fosse interessato a partecipare ai campi di lavoro in Sicilia può rivolgersi all’Arci di Piombino, tel. 0565221310. Informazioni su http://www.arci.it (LiberArci dalle Spine 2009).


LE CORLEONESSE Il gruppo delle Corleonesse, che ha inaugurato la stagione 2009 dei campi LiberArci dalle Spine, era formato da dieci dipendenti: Giuliana Giuggioli, Lidia Zanaboni, Monica Agostini, Laura Alberti, Fiorenza Dini, Lucilla Ciuchi, Angela Grasso, Elisabetta Falsettini, Luana Chiappafreddo, Margherita Travagli; due consigliere di amministrazione: Germana Monni e Marilù Ricci; due ex-dipendenti, oggi felicemente in pensione: Anna Mencarelli e Diva Malotti. Con loro anche una stupenda bambina di cinque anni, Domitilla, figlia di Lucilla Ciuchi.

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