Va’ dove ti porta il cuore
Uno dei messaggi più commoventi intorno al 25 aprile è stato il ricordo di un processo subito da giovanissimi partigiani e da un generale che aveva aderito alla Resistenza, raccontato nella trasmissione di Fabio Fazio. Era semplicemente una gara di generosità: il generale voleva essere l’unica vittima assumendosi le responsabilità delle scelte “ingenue” dei più giovani, i ragazzi si offrivano a loro volta per salvare il generale sposato con due figli. Morirono tutti, naturalmente.
Confesso che mi sono uscite grosse lacrime mentre in un attimo sentivo sulla pelle le paure, il coraggio, i sogni, la purezza della generazione di mio padre, la lunga serie dei messaggi che ci hanno nutrito per anni di idealità e di fatti concreti. E ora? Bisogna ricominciare a seminare la bellezza delle idee e la certezza dei risultati. Più ci si depura dai sentimenti “bassi”, dai piccoli egoismi, più il mondo cresce con noi.
E poi il mondo chi è? Non siamo noi “individui” che tutti insieme facciamo l’intero? E impariamo a non ridere dei sentimenti e, come dice Saviano, a non condividere l’”omertà dell’indifferenza”. Svegliate il cuore: è il consigliere migliore, la guida più sicura. E a proposito di cuore, vi voglio dire che la dolce signora Marilù Eustachio, che ha esposto recentemente da me, alla Nuova Pesa, è venuta a trovarmi con un bellissimo fiore dipinto da lei, così, solo per dirmi “grazie”.
Ecco un’artista matura che non teme i gesti del cuore... al contrario dei più giovani a cui manca quella luce del sentimento che non si vergogna di sé.










