Valori in borsa
Borse di plastica addio. A partire dal 19 di questo mese nei punti vendita di Unicoop Tirreno viene interrotta la vendita degli shoppers in plastica degradabile e ad aspettare alla cassa soci e clienti ci sono i sacchetti completamente biodegradabili e utilizzabili per la raccolta differenziata dei rifiuti organici. La bio-plastica si fa largo in Coop, mentre il Governo “tira e molla” rimandando ancora di un anno la fine degli shoppers in plastica preannunciata da tre anni e prevista, sulla base della Finanziaria 2007, dal primo gennaio 2010.
I love shopper «Ma Coop va avanti ugualmente, anticipando qualsiasi limite fissato dal legislatore per dare un segnale di impegno e coerenza con la sua missione – afferma Silvia Ammannati, responsabile marketing strategico di Unicoop Tirreno –. È una scelta importante e significativa sul fronte dell’impegno per l’ambiente della Cooperativa – che ormai da anni adotta politiche di riduzione degli imballaggi e di impiego di materie prime riciclate – perché l’obiettivo è quello di indirizzare i soci e i consumatori verso un utilizzo delle borse della spesa più ecologico». Lo shopper biodegradabile è realizzato in Mater-Bi, fornito da Novamont, produttore italiano primo in campo europeo per le bioplastiche: «Si tratta di un materiale plastico che contiene fonti rinnovabili come, nel caso del sacchetto Coop, amido di mais e oli vegetali – spiega Alessandro Ferlito, direttore commerciale Novamont –. Rispetto dunque a quello tradizionale, lo shopper in Mater-Bi “ritorna alla terra”, nel senso che ritorna acqua e anidride carbonica. A trasformare la “resina” in shopper sono due importanti imprese italiane presenti in Toscana e Umbria».
Una materia prima costosa per sacchetti che costano di più di quelli tradizionali – 9 centesimi –, ma proposti al solo prezzo di costo, senza nessun guadagno da parte della Cooperativa.
facciamo l’eco Borse pratiche, comode, soprattutto ecologiche, realizzate con materie prime rinnovabili di origine vegetale, per dare un contributo maggiore alla riduzione dei rifiuti. Infatti di ciò che buttiamo nel cassonetto – e che finisce poi in discarica – il 16 per cento (terzo posto dopo il 30 della “frazione umida”, cioè frutta, verdura, avanzi di cibo, ossa, bucce e quant’altro, e il 28 per cento della carta) è rappresentato proprio dalla plastica. «Con l’introduzione del sacchetto in bioplastica Coop consolida proprio quest’impegno e dimostra grande lungimiranza, dando un contributo determinante sul fronte della raccolta differenziata – riprende Ferlito –, perché non ci dimentichiamo che tutti i comuni italiani sono chiamati nel 2015, in base a una direttiva europea, a raggiungere il 65 per cento di raccolta differenziata. In questa direzione va anche la scelta di Coop delle borse riutilizzabili, contro l’abitudine dell’usa e getta».
riusi e costumi Infatti dall’inizio di quest’anno la spesa si fa in modo ancora più naturale, «perché Coop ha proposto come alternativa alle normali buste di plastica – sottolinea Ammannati – quelle riutilizzabili. Tante spese con la solita borsa: il modo migliore per ridurre i rifiuti e l’inquinamento. Si tratta di un cambiamento radicale di abitudini che coinvolge milioni di consumatori. Ma in Unicoop Tirreno soci e clienti hanno già risposto in modo soddisfacente dimostrando grande sensibilità verso i problemi ambientali: dal febbraio scorso a oggi sono state acquistate, infatti, oltre 180mila borse riutilizzabili (polipropilene, cotone, juta, carrello con ruote, borsa per carrello) e 500mila biodegradabili, facendo a meno degli shoppers usa e getta». Un contributo non da poco, se si pensa che l’utilizzo per un anno di una sola borsa riutilizzabile può “evitare” all’ambiente 2,5 Kg di rifiuti. c’era più volte E le riutilizzabili in Coop ci sono per tutti i gusti e per tutte le tasche. Leggere, ma resistenti e perciò durevoli, in diversi materiali e colori: si possono scegliere quelle più economiche in tante fantasie diverse al costo di 0,90 euro (fino al 30 novembre in offerta: compri due paghi una), quelle colorate in tessuto non tessuto a 1 euro, la borsa in cotone a 1,80 euro, quella per il carrello in nylon dotata di maniglie di plastica dura per essere agganciata al carrello, disponibile a 3,40 euro, e a 12 euro il classico carrellino con le ruote per portare la spesa senza fatica.
Se pensiamo che nel 2008 sono stati distribuiti nei punti vendita Coop 43,7 milioni di shoppers, pari a 600 tonnellate di plastica, si capisce come scegliendo i nuovi contenitori ecologici si dia davvero una mano all’ambiente.
Insomma piccoli grandi gesti..












Valori in tasca e borsa più lunga
Salve, stamattina avevo appena letto l'articolo sulle shoppers in Matter-Bi e la motivazione di un prezzo di costo così alto (9 cent) quando sono capitato alla Conad convinto di uscire con un classico sacchetto di plastica che tanti danni fa all'ambiente. E invece no! Anche loro si sono adeguati alla normativa, stesso tipo di materiale, stesso odore di fritto, stessa fragilità, stessa stampa pubblicitaria, stessa ditta produttrice ma maggiore capienza (almeno 10 cm più lungo) per un monor prezzo: 8 cent! Avevo creduto al prezzo di costo, ero pronto a convincere gli scettici, tornerò a crederci ma solo se mi date una spiegazione convincente. Saluti, Gianluigi Murgia - Civitavecchia Un socio, non alla prima delusione.
Non esistono borse standard
Non esistono borse standard in mater-bi. Ogni catena della gradne distribuzione concorda con il fornitore un prodotto che risponda a determinate caratteristiche di fabbricazione. Rispetto ai requisiti richiesti dalla Coop (misura, resistenza eccetera) questa borsa viene venduta a 9 centesimi, un prezzo che è addirittura leggermente inferiore al prezzo di costo.
9 Centesimi ??? Nelle Coop
9 Centesimi ???
Nelle Coop di Genova vengono venduti a 15 Centesimi !!!
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