Vieni avanti cretino

Più che un colpo di genio, di gene, quello della stupidità che ci aiuta a capire e riconoscere lo stolto. E dalla matematica il suo identikit scientifico... per evitarlo.

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Che la stupidità sia un problema grave e pericolosamente diffuso è cosa nota fin dalla notte dei tempi. Ma è sorprendente quanto siano scarsi gli studi per capire che cosa sia davvero e come si possono ridurre i suoi effetti dannosi. Una cosa è chiara: di tutte le possibili forze distruttive nessuna è così insidiosa, pericolosa e onnipresente come la stupidità umana.

Gene… merito I progressi delle neuroscienze ci consentono di visualizzare come si struttura il pensiero nel cervello e di localizzare l’intelligenza. Richard Haier dell’Università della California e Rex Jung dell’Università del Nuovo Messico hanno scoperto le prove scientifiche di una neurobiologia dell’intelligenza umana che è legata a come l’informazione circola nel cervello. Risultati questi confermati da Oliver Houdé dell’Università di Parigi V Sorbonne che ha osservato le reti neuronali implicate nel ragionamento, nella logica, situate nella parte destra del cervello laddove risiedono anche le emozioni – quindi non così lontane dalla logica –. La ricerca genetica ha anche dimostrato che l’intelligenza può essere trasmessa, esiste cioè una base biologica dell’intelligenza. Insomma intelligenti o stupidi si nasce. E dipende tutto da un gene... Le ultime ricerche dell’Università di Atlanta (USA) lo hanno identificato nei topi: il nome scientifico è RGS14, ma è stato ribattezzato scherzosamente “gene Homer Simpson” dal nome del padre non proprio acuto della famiglia gialla più famosa del mondo. 
Localizzato nel lobo temporale del cervello, svolge un ruolo fondamentale nella memorizzazione e nell’apprendimento, inibisce cioè processi cognitivi dei topi e probabilmente anche degli uomini.

Matematico! Proviamo ora a tracciare l’identikit scientifico di chi non è proprio “tutto cervello”. L’economista Carlo Maria Cipolla ha realizzato un grafico stupidologico per valutare la stupidità e l’intelligenza in base ai loro effetti pratici. Un semplice diagramma cartesiano, con il vantaggio che ognuno ricava dalle proprie azioni sulle ascisse (asse X) e sulle ordinate (asse Y) il beneficio per gli altri, consente di definire in base al comportamento dove si colloca un individuo: in alto a destra – dove interesse personale e beneficio altrui si incrociano – troviamo le persone intelligenti, mentre in basso a sinistra spiccano gli stupidi. Così dice la matematica, così sia: il massimo beneficio collettivo si ottiene con azioni intelligenti e il massimo danno con quelle stupide. Quello che emerge da questo studio è che se una persona o un gruppo fa i suoi interessi, trascurando le ripercussioni che possono avere sugli altri, produce un degrado generale. Chi si pensava furbo si rivela perciò sciocco, confermando che il fattore di maggiore danno per la società è proprio la stupidità.

Se lo conosci lo eviti Riconoscere i balordi che ci stanno intorno è fondamentale perché, come scrive la giornalista americana Rosalea Barker, “la stupidità è una forza estremamente distruttiva”. Finché rimane confinata alla sfera personale i danni sono circoscritti, ma se dovesse sconfinare, imparare a identificarla consente di ridurne le ferali conseguenze e di proteggersi. Un’impresa tutt’altro che semplice perché tendiamo a sottovalutare il numero di persone stupide e a dimenticare che il vero cretino inganna, è “intelligente” e spesso ben vestito, come diceva Flaubert, lo stupido, anche lui (come il diavolo...), veste Prada. La stupidità è, appunto, indipendente da qualsiasi altra caratteristica.

Arma letale È proprio l’“intelligenza” l’arma letale del cretino, che non è mai troppo ignorante: conosce of course – ops, naturalmente – l’inglese, non sa parlare senza intercalarlo, parla di network, di concept – magari riferito a una nuova idea per il benessere dei glutei – di leadership. Sa anche usare concetti, pratica la lettura e ha facoltà di intendere o meglio di imbrogliare: pratica, infatti, l’arte della complicazione per confondere le acque, “per annebbiare il pensiero” come dice Gerry McGovern, esperto di comunicazione web, usando paroloni, mentre le persone intelligenti parlano di problemi complessi con parole semplici. Insomma “se non fosse anche intelligente, il cretino non sarebbe cretino”, ha sintetizzato in modo brillante Cipolla. Ma la definizione più indovinata per un tipo così l’ha trovata la scrittrice Daniela Maddalena: cretino cognitivo – che dà il titolo al suo libro sul tema –, quello che sa un pò di tutto ma ragiona usando procedimenti logici sbagliati, in particolare quelli deduttivi. “Il fatuo provvisto di informazioni” usa il lessico in modo improprio, si atteggia a primo della classe e vuole avere sempre ragione, anche se quasi mai ce l’ha se non per caso... Anche l’orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno.


I soliti idioti
Le regole per riconoscerli e soprattutto proteggersi da loro.

> Ognuno di noi sottovaluta il numero di stupidi in circolazione.
> La probabilità che una persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra sua caratteristica.
> Lo stupido causa danni a un’altra persona o a gruppi di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno lui stesso.
> Chi non è stupido sottovaluta sempre il potenziale nocivo dei cretini, anzi dimentica che in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e in qualsiasi circostanza, trattare o associarsi con lo stupido si dimostra inevitabilmente un costosissimo errore.
> La persona stupida è la più pericolosa che esista.