Zuppa inglese
Il rito del tè e del breakfast, i pub, le vie alla moda, i mercati, i parchi e i musei, il cambio della guardia, il Tamigi. Tutto il bello di Londra.
Proprio nella grigia tonalità dominante Woody Allen trovò quella luce “piatta” che ritenne “ottima per la fotografia” e per girare tre dei suoi film. Incantevole Londra anche con il clima uggioso e la nebbia fissa, unica per commistione di generi e ricchezza di contrasti, elegante e stravagante capitale della moda, frenetica, colorata e piena di luci sempre e adesso che è attraversata dalle decorazioni del Natale, da piste di pattinaggio su ghiaccio, mercatini natalizi e concerti nelle chiese. Mentre un albero di luci bianche, secondo la tradizione norvegese da cui proviene, svetta in Trafalgar Square, il cuore della Londra turistica con le fontane, i piccioni e la National Gallery che espone, tra i vari Rembrandt, Raffaello e Caravaggio, i girasoli di Van Gogh.
toda moda Le vie dello shopping qui sono infinite. Difficile resistere alle mega-insegne di una delle vie più celebri della città, Picadilly, dove incontriamo il Trocadero, grande centro commerciale e divertimenti, il Rock Circus dedicato alla storia della musica pop, i sei piani della libreria Waterstone’s che invitano alla lettura in loco e il bookshop preferito dalla regina, Hatchard’s al civico 187. Al 181 c’è invece dai primi del Settecento la casa del tè Fortnum & Mason, rinomata per le idee regalo a base di biscotti, marmellate di arance, senapi e per la spettacolarità delle vetrine.
Da Picadilly si dipartono le principali arterie dello shopping; da Bond Street vetrina dei maggiori designer di moda internazionali a Carnaby Street revival Anni Sessanta, da Oxford Circus sede delle migliori sartorie della città a Oxford Street con al 400 Selfridges, forse il più vasto negozio d’Europa per cosmetici e profumi con una Food Hall e reparto di vini scelti, fino a Regent Street, dove trionfa il lusso sfrenato. Qui la marca inglese Burberry’s veste anche i cani e persino i giocattoli sono chic nei cinque piani di Hamleys store; ma ci sono anche il grande magazzino Liberty in stile Tudor e il fu letterario Cafè Royal che piaceva a Oscar Wilde e Bernard Shaw.
Il meglio dei prodotti alimentari tipici britannici si trova al Borough Market, antico mercato di alimentari vicino al London Bridge dove acquistare tra gli altri rare spezie provenienti dalle ex colonie, ostriche e capesante selvagge di Colchester, pane fatto a mano, sidro e “real ales”, sali speciali della Cornovaglia, piccioni selvatici e pernici rosse della Scozia, i merluzzetti affumicati di Arbroath. Al Neal’s Yard Dairy, nelle vicinanze, produzioni casearie tipicamente britanniche e i migliori Stilton e Cheddar del Regno Unito. Alterna, invece, vendita di generi alimentari a oggetti di antiquariato e curiosità il secolare mercato di Portobello nel quartiere residenziale di Notting Hill reso celebre dall’omonimo film con Hugh Grant e Julia Roberts; nei pressi un interessante Museum of Brands Packaging and Advertising riassume la storia dei marchi commerciali attraverso oggetti e confezioni, manifesti e pubblicità, memorabilia dei Beatles. Portobello è tra i mercati più famosi insieme a quelli di Covent e Camden ma ce ne sono altri meno turistici e più frequentati dai londinesi dove si possono fare affari, come Brick Lane Market, Petticoat Lane e Greenwich.
E non c’è Londra senza Harrods, il department store più famoso in Brompton Road (87-135): sette lussuosi piani di prodotti di qualità, cibi da gourmet, bar, ristoranti, parrucchiere, persino banca e agenzia di viaggio, il reparto giocattoli Toy Kingdom, le costose ceste natalizie; consigliabile aspettare i saldi (www.harrods.com).
servizio da tè 200 diverse miscele, antiche confezioni e frammenti originali della storia del tè in The Strand, storica sede della Twinings, al 216 dell’omonima strada. A dare avvio alla tradizione del tè fu la Regina Vittoria il giorno della sua incoronazione nei salotti di Buckingham Palace, antica e attuale residenza ufficiale della corona dove ogni mattina si ripete il cambio della guardia in alta uniforme (giorni e orari sul web della monarchia www.royal.gov.uk). Il famoso tè delle cinque si beve nelle tea rooms come nelle drogherie del Covent Garden dove è aromatizzato alle spezie, ai frutti, alla cannella, alla vaniglia, e persino al British Museum e al Kensington Palace e nei grandi alberghi londinesi che lo servono in raffinate porcellane, con tramezzini assortiti, scones caldi alla crema e marmellata, pasticcini, al suono di pianoforti o arpe. È un esempio il Ritz Hotel al 150 di Picadilly diventato talmente famoso che il tè si serve a qualsiasi ora per dare la possibilità a tutti di sorseggiarlo in comodi sofà (meglio prenotare con un mese di anticipo).
Il tè è anche ingrediente della sostanziosa colazione all’inglese, il breakfast a base di pane tostato, burro e marmellata, uova e pancetta (i famosi eggs and bacon), porridge, succo d’arancia, caffè. A prezzi ragionevoli si può sempre cenare con piatti tradizionali inglesi nei tipici pub dall’atmosfera calda, tavoli di legno, luci basse, fiumi di birra: la carne è certamente il piatto forte – molto diffuse le steak house dove si mangia carne alla griglia con patatine – cucinata arrosto o sottoforma di pasticci (pie) con verdure o stufati; tra i pesci il più tipico è il filetto impanato e fritto che insieme alle patatine diventa fish & chips trovabile ovunque a Londra. Pudding e formaggio per finire.
Tra i pub storici il Gordon’s Wine Bar enoteca dal 1870 nei pressi della stazione di Charing Cross, Ye Olde Cheshire Cheese a Fleet Street, del 1667, suggestivo e fuori dal tempo, con i vetri piombati e le tavole di quercia, George Inn di Borough, l’unico a conservare una galleria per le carrozze, risalente al 1542. Un viaggio a parte merita il Trafalgar Tavern sulla riva meridionale del Tamigi dal 1837: menu di bianchetti, arredo che ricorda una nave, la storia marinara inglese narrata in stampe alle pareti, Thackeray e Dickens tra i frequentatori abituali di un tempo. Da qui si può partire alla scoperta di Greenwich, quartiere storico di Londra incluso con la sua marittima nel patrimonio mondiale dell’Unesco, dove nacquero Elisabetta I ed Enrico VIII Tudor. La cittadina è collegata al centro attraverso servizio ferroviario dalle stazioni di Waterloo, Charing Cross e London Bridge, o attraverso servizi suburbani, il Docklands Light Railway, treni leggeri con partenza da Bank. Da vedere il Royal Observatory dove passa il Meridiano zero, punto di partenza convenzionale per la misurazione della longitudine e del tempo, il clipper inglese Cutty Sark che per commerciare tè e lana sulla rotta delle Indie compiva un mezzo giro del mondo in ottanta giorni di navigazione e la Thames Barrier eretta nel 1984 per proteggere la città dalle alluvioni.
sul bel Tamigi blu Sul Tamigi lo scrittore Jerome K. Jerome ambientò il divertente romanzo “Tre uomini in barca”. Oggi si naviga in battello lungo il tratto londinese dell’Old Father Thames, il Vecchio Padre Tamigi cui si dedica anche un festival, che solca la città scorrendo davanti alla ruota panoramica “eye” per un giro di 30 minuti su Londra, al ricostruito (nel 1996) Globe Theatre ancora legato al mito di William Shakespeare che qui rappresentò le sue opere, ai grattacieli di Canary Wharf che rivaleggia con la City principale distretto finanziario sorto sull’insediamento romano di Londinium.
I più importanti monumenti si raggiungono a piedi: dal Palazzo di Westminster dominato dal Big Ben che segna il tempo dalla metà dell’Ottocento, attraverso Parliament Square, si raggiunge Westminster Abbey patrimonio dell’architettura gotica inglese e dell’Unesco dove sono stati incoronati e sepolti quasi tutti i sovrani inglesi. Nella cattedrale di St. Paul dalla cupola seconda per grandezza solo al Vaticano, si celebrarono invece le nozze tra il principe Carlo e Lady Diana. Da qui con una passeggiata sulle rive del Tamigi si arriva al Tower Bridge, che solleva la parte mobile solo mille volte l’anno per consentire il passaggio di navi di grandi dimensioni, e alla vicina Torre di Londra, all’origine fortezza normanna poi prigione di Stato, conserva oggi i gioielli della corona. Per chi ama il verde la città è disseminata di parchi; solo i Parchi Reali – dall’Hyde al St. James al Regents Park – sono nove, per lo più ex riserve di caccia e teatri di duelli, esecuzioni, corse di cavalli, dove oggi si praticano sport e passeggiate. Altrettanti i musei, dal British al London al Victoria and Albert Museum, dal Planetarium per un viaggio 3d nello spazio alla collezione di scheletri di dinosauro del Natural History Museum, dal Tate Moderne che espone Bacon, Dalí, Picasso, Matisse, Warhol al Tate Britain alle oltre 300 figure di cera di Madame Tussaud. E al 221b di Baker Street in Marylebone, l’indirizzo scelto da Arthur Conan Doyle per la residenza dell’investigatore protagonista dei suoi libri, c’è lo studiomuseo che appare nei numerosi film di Sherlock Holmes con i suoi inseparabili oggetti, la lente di ingrandimento, la pipa e il violino, il bastone da passeggio (tour virtuale su www.sherlock-holmes.co.uk).
LONDRA Partenza da Roma: 28 gennaio Hotel Central Park 4 giorni/3 notti: doppia 375 euro (soci Coop 351); tripla 369 (soci 345); singola 472 (soci 443) Quote a persona incluse tasse aeroportuali (salvo adeguamenti-voli British Airways, aeroporto Gatwick), assicurazione medico-bagaglio, quota di iscrizione. Trattamento prima colazione. Quota facoltativa per assicurazione annullamento 20 euro a persona.
immagine da: www.deaconguthrie.co.uk












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