Il Belpaese degli orrori

Inutile sottolineare quanto la rete giochi un ruolo fondamentale nello sviluppo del turismo in Italia, essendo diventata il mezzo più importante attraverso cui si orientano le scelte di viaggio. Eppure la storia delle iniziative turistiche on line istituzionali italiane è fatta perlopiù da una galleria di “orrori”. Macroscopico e rimasto negli annali fu il caso del portale nazionale del turismo www.italia.it un progetto faraonico imbastito dall’allora ministro Lucio Stanca, sostenuto da un budget di decine di milioni di euro e andato on line nel 2007, dopo anni di gestazione, con risultati tra il ridicolo e il disastroso. E la vicenda è tutt’altro che finita, visto che a otto anni di distanza il portale è sempre lì, inutile e mai decollato. L’ultimo arrivato nella galleria degli “orrori” è il sito voluto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per fungere da vetrina alla pletora di eventi culturali che faranno da cornice all’Expo. Un sito improbabile fin dal nome, verybello! [verybello.it], finito immediatamente nel mirino dei critici per le sue mancanze. I suoi difetti sono stati ben riassunti da esperti web come Matteo Flora sui rispettivi blog. Improvvisazione, scarsa o nulla usabilità, errori nelle scelte progettuali e nell’impostazione comunicativa, accanto a macroscopiche castronerie come il mettere on line un sito destinato ai visitatori globali di Expo, senza che sia pronta la versione in inglese. Nel frattempo, se la materia vi appassiona, mettete fra i preferiti il sito magicitaly.wordpress.com, dove il caparbio blogger Francesco Aprile anatomizza da anni gestazione e gestione delle principali iniziative digitali istituzionali per il turismo.

Sono anni che seguo Nuovo

Sono anni che seguo Nuovo Consumo ed in particolare la mia rubrica preferita, quella sul web di Luca Carlucci (Giovanni Fonghini). Quando posso cerco di andare a prendere la mia copia cartacea del mensile sin dal primo giorno di distribuzione. Così è stato anche per il numero di Marzo e oggi, domenica 1 marzo, voglio inviare il Giovanni Fonghini “Bravo” a Luca. Il suo articolo “Il Belpaese degli orrori” ha centrato in pieno l’obiettivo. E’ assodato che il turismo può essere una grande leva di crescita economica, ma gli errori madornali descritti nell’articolo fanno ancora più rabbia se consideriamo le stime internazionali che attribuiscono alla nostra Italia una quota verosimilmente superiore al 50% dell’intero patrimonio artistico di tutto il pianeta. Strategie comunicazionali sbagliate, superficialità e una grande improvvisazione sono purtroppo il connotato frequente di tante campagne nazionali e locali di promozione turistica. Gli articoli citati da Luca Carlucci potrebbero essere un buon inizio se si dovesse pubblicare un manuale di quello che non va fatto mai quando si deve promuove il territorio italiano e le sue bellezze. Peraltro la comunicazione turistica territoriale è un mio chiodo fisso: per anni Giovanni Fonghini ne sono occupato professionalmente con le amministrazioni locali viterbesi. Oggi è un argomento sul quale mi capita di scrivere spesso sul mio blog. Non voglio essere troppo critico nei confronti di alcune recenti iniziative del ministero di Franceschini, mi sembrerebbe di sparare sulla Croce Rossa, però almeno una considerazione è d’obbligo. L’ultima iniziativa, almeno credo in ordine di tempo, è il bando per le Capitali Italiane della Cultura. Alcuni siti specializzati nell’ambito dell’arte esternavano i loro dubbi per il reperimento dei fondi – un milione di euro – da destinare alle due città italiane vincitrici per gli anni 2016 e 2017. Il loro dubbio legittimo era: se si continua in tutt’Italia a tagliare i fondi per la cultura dove si troveranno i soldi per questa iniziativa? Anche Viterbo pensa di volersi candidare. Pochi giorni fa ho pubblicato un post. Chiedo scusa, credo di essermi dilungato, la colpa è del grande interesse per l’argomento che mi ha preso la mano, pardon la tastiera.

Vi saluto.

Giovanni Fonghini

Giovanni Fonghini