In ebollizione

I patiti del tè e delle tisane non possono farne a meno. Prepararsi una tazza fumante della loro bevanda preferita ovunque, in casa come in ufficio, è uno di quei piaceri a cui d’inverno non rinunciano. E di certo non si fanno scoraggiare dalla mancanza di un fornello a disposizione. Rimediare è facile, basta un bollitore elettrico e il gioco è fatto, senza doversi affannare ai fornelli. Di più, a volte perfino anche senza doversi avvicinare a una presa elettrica visto che questi elettrodomestici ormai sono anche senza fili e funzionano grazie a una base ricaricabile. Se siete tra gli amanti delle bevande fumanti, dunque, non vi resta che l’imbarazzo della scelta tra i tanti modelli offerti sul mercato. Basta un po’ di attenzione, visto che per quanto semplice si tratta pur sempre di un apparecchio elettrico che deve essere accuratamente realizzato per garantire sicurezza agli utilizzatori. Un bollitore, infatti, è un apparecchio che prevede una resistenza al suo interno, che svolge la funzione di elemento riscaldante, un termostato che regola la temperatura e – sms lån i Norge nei modelli migliori – un dispositivo in grado di interrompere il circuito in caso di apertura del tappo. In questo modo è in grado di portare un litro d’acqua a 80 gradi (la temperatura necessaria per un buon tè) in circa tre minuti (ma c’è chi ci riesce anche in 35 secondi). Con un evidente risparmio economico e di tempi di preparazione.

Effetto plastico Come scegliere un apparecchio di questo genere? Innanzitutto orientandosi tra le tipologie presenti negli scaffali, partendo proprio dal materiale con il quale sono fatti. Il più economico, com’è ovvio, è la plastica. Gran parte dei modelli adottano questo materiale che ha ottime caratteristiche di resistenza e consente di adottare soluzioni per evitare che l’esterno si riscaldi troppo, mettendo a rischio ustione gli utilizzatori. A giudicare dalle analisi fatte dalle associazioni dei consumatori in tutto il mondo, la plastica adottata dai produttori più seri non sembra subire alcun problema di migrazione di sostanze nocive nella bevanda, risultando assolutamente sicura. Più raffinato e ancora più resistente è l’acciaio inox. In questo caso, però, il rischio che si possa venire a contatto con parti troppo calde è abbastanza alto, per cui è bene manovrare questi bollitori con estrema attenzione (e non lasciarli caldi in luoghi accessibili ai bambini). Infine il vetro, materiale inerte per eccellenza, che permette anche di controllare visivamente il contenuto senza bisogno di alcun indicatore.

Formato ridotto Fatta la prima scelta c’è da decidere il formato. Gran parte dei modelli hanno optato per uno standard da 1,7 litri, l’equivalente di sei tazze abbondanti da tè, dunque più che sufficiente anche quando abbiamo ospiti. In base alle esigenze, però, si possono trovare tanto apparecchi di dimensioni più piccole (e volume minore) che più generosi. Le dimensioni variano a seconda della capienza e proprio l’ingombro potrebbe essere determinante, visto l’affollamento odierno di apparecchi che rendono le nostre piccole cucine quasi impraticabili. Sempre sul versante comodità uno sguardo andrebbe dato anche alla lunghezza del cavo d’alimentazione cercando di assicurarsi che non sia inferiore agli 80 centimetri per non doverci industriare con fastidiose prolunghe. Per chi è già cultore del tè o per chi utilizzerà il bollitore anche per preparare tisane, una caratteristica importante di questo apparecchio è che abbia un selettore della temperatura per scegliere il grado di riscaldamento dell’acqua.

Acqua dolce Sempre per i più esigenti, poi, il modello deve anche prevedere un filtro (in genere ai carboni attivi) per addolcire l’acqua (per lo meno nei casi in cui eccede in calcare) e toglierle ogni sapore anomalo che potrebbe influenzare quello della bevanda finale. Tenete conto che in mancanza di questi filtri l’elettrodomestico andrà decalcificato con costanza, preferibilmente con l’uso di aceto e non di prodotti chimici. Comoda, ma un po’ dispendiosa, è la funzione (presente solo in pochi modelli) “sempre caldo”: se permette di mantenere l’acqua a temperatura di servizio è anche vero che tiene sempre in carica l’apparecchio con uno spreco inutile d’elettricità. Importante tanto per cultori del tè che per chi si avvicina per la prima volta a un bollitore è la sua sicurezza. Da questo punto di vista il nostro sguardo dovrebbe cadere innanzitutto sulle certificazioni di qualità rilasciate da enti di prova indipendenti che garantiscano che il produttore ha adottato tutte le soluzioni per prevenire incidenti. In Italia questo tipo di test sono condotti dall’Imq, l’istituto del marchio di qualità che “timbra” gli elettrodomestici che li hanno superati, ma esistono analoghi marchi stranieri che offrono le stesse sicurezze.

Livello base Ma oltre a delegare la sicurezza elettrica ai certificatori, non vanno dimenticate quelle piccole accortezze che possono rendere un bollitore a prova di incidente. Innanzitutto la presenza di una base solida che impedisca il rovesciamento con il rischio ustioni che provocherebbe. Fondamentale, poi, che il manico sia atermico e abbastanza grande da essere impugnato comodamente e il becco di uscita ben concepito per indirizzare l’acqua nella tazza (forme strane, magari di design, potrebbero finire per rendere scomodo o perfino pericoloso servirsi una tazza di tè). Come detto, poi, è indispensabile che l’apparecchio sia dotato di termostato, meccanismo di sicurezza che impedisce il surriscaldamento e che blocca il funzionamento se il coperchio non è perfettamente inserito.