Darsi alla macchia

Tra acqua e olio ci vuole la mediazione del sapone. Il retroscena di come si tolgono le macchie.

Non si frigge con l’acqua, è risaputo. E nemmeno si lava. Strano a dirsi, ma l’acqua, a causa della grande tensione superficiale che fa assumere alle gocce una forma sferica, non bagna completamente tutti i corpi. Strofinate e sciacquate pure, ma essendo il contatto dell’acqua con lo sporco ridotto al minimo, è inefficace contro grasso e olio. Poi l’acqua è soprattutto una sostanza polare (le sue molecole sono caricate positivamente e negativamente) e quindi non interagisce chimicamente (non si mescola, non si scioglie) con un’apolare, come l’olio.

Darsi alla macchia

È come mettere a contatto delle calamite con un piatto di spaghetti, così acqua e olio rimangono l’una sopra l’altro, senza mescolarsi. Se, invece, uniamo due sostanze polari esse interagiscono. Un esempio? Quello noto a tutti di sale e acqua: l’uno si scioglie nell’altra. L’azione dei saponi si basa proprio su questo principio detto del “simile scioglie il simile” perché nella scienza, così come nella vita quotidiana, buoni e cattivi, polari e apolari non stanno sempre separati. È spesso necessario, o addirittura auspicabile, che s’incontrino e interagiscano. Servono, insomma, delle mediazioni, l’intervento di qualcuno o qualcosa che abbia un po’ le caratteristiche di una parte e un po’ dell’altra e sia in grado di risolvere efficacemente la faccenda. Per fare interagire l’acqua con l’olio c’è, quindi, bisogno di una terza sostanza le cui molecole siano un po’ polari, quindi idrofile, e un po’ apolari, ossia lipofile. Questa sostanza è il sapone. Grazie ai suoi costituenti ambivalenti, cioè molecole formate da lunghe “code” apolari (darsi alla macchia) e da “teste” polari (darsi alla macchia), riesce a interagire sia con l’acqua che con il grasso e, alla fine, lavare mani, camicie e piatti. In sostanza perché le code idrofobe circondano e si legano allo sporco, mentre le teste idrofile si orientano verso l’esterno e si dispongono a contatto con l’acqua. Il risultato è la formazione di aggregati di sporco circolari, le micelle, avviluppate in uno strato di molecole di tensioattivo (sostanza che aumenta la bagnabilità delle superficie e la miscibilità tra liquidi). A quel punto basta un po’ d’azione meccanica, il famoso “olio di gomito”, e un po’ d’acqua per staccare le macchie da tessuti, pelle e piatti.

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